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Georadar e 3D nello zaino dell'archeologo.
La fonte di Follonica a Siena
 
   
 progetto
Lo studio della Fonte di Follonica, a Siena, nasce da una collaborazione tra il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell'Universita' e il Comune. Il lavoro degli archeologi e' mirato a ricostruire la storia edilizia del monumento, comprenderne la forma originaria e scavare le zone antistanti per capire la risorsa archeologica celata dall'interro secolare che raggiunge i 5-6 metri di profondita'. I lavori di scavo sono stati preceduti da un'elaborazione sistematica dei dati, che ha comportato un diffuso utilizzo di tecnologie informatiche e digitali. Il primo passo e' stato quello di analizzare il 'visibile', individuando le unita' stratigrafiche murarie per evidenziare le caratteristiche costruttive del monumento. I dati ottenuti, confrontati con la documentazione di archivio, hanno permesso di realizzare una ricostruzione tridimensionale della fonte e delle sue trasformazioni avvenute nel corso del tempo. Un'attenzione particolare e' stata dedicata anche alla cartografia della zona, al fine di ottenere una modellazione tridimensionale del paesaggio circostante e di integrare il Sistema Informativo Geografico della citta'. Alcuni sondaggi eseguiti nell'area circostante il monumento hanno evidenziato la presenza di ulteriori strutture sepolte. Al termine del lavoro di indagine si procedera' nella definizione della strategia di valorizzazione della valle di Follonica. Operazione che, nell'intento degli archeologi, dovra' tenere conto della storia del monumento, ricordando che tutte le fasi individuate corrispondono a 'momenti di vita' della Fonte, che non possono essere cancellati.
Ricostruzione della fonte
 
Le immagini, raccolte in un Dvd dagli studiosi del Laboratorio di Informatica applicata all'Archeologia Medioevale, mostrano le singole fasi della ricerca sulla fonte di Follonica. Dall'analisi dell'esistente fino ai rilievi tridimensionali. Nel video si affronta anche il tema della prosecuzione degli studi, con l'impiego di uno scanner paesaggistico.
   
 La tecnologia
I lavori di recupero e valorizzazione della Fonte di Follonica sono stati l'occasione per sperimentare l'applicazione delle tecniche di modellazione ed animazione 3D alla ricostruzione delle strutture nelle loro diverse fasi costruttive.
La ricostruzione e l'animazione delle due differenti fasi di vita della Fonte di Follonica (XIII e XVIII secolo), ha richiesto l'impegno a tempo pieno di una persona per circa un mese e mezzo.
Il primo passo e' stato il rilievo di precisione del monumento, eseguito con una stazione totale.
I dati cosi' ottenuti sono stati inseriti in un sistema informatico dedicato, per essere successivamente trattati con il software Maya, destinato a dar vita alla ricostruzione.
Nel caso specifico, la Fonte di Follonica e' stata modellata utilizzando superfici Nurbs (Non Uniform Rational BSplines) e poligonali. Per la caratterizzazione delle murature sono state realizzate delle texture, partendo da fotografie appositamente scattate.
Per l'animazione del modello si e' fatto invece ricorso a particolari tecniche per muovere una camera virtuale, cambiandone le posizioni nello spazio al variare del tempo.
Nell'ambito della sperimentazione di nuove tecnologie, e' previsto l'uso di uno scanner tridimensionale 'paesaggistico', che permettera' di ottenere un rilievo 3D georeferenziato del monumento e della zona circostante per un raggio di 80 metri.
Modellazione del paesaggio
   
 La storia
La fonte di Follonica, a Siena, tra il XIII e il XIV secolo, aveva la funzione di lavatoio e abbeveratoio per gli animali. La struttura poteva contare su tre vasche, in successione e comunicanti tra di loro. Internamente la fonte era realizzata esclusivamente in laterizi e scandita in tre campate coperte da volte a crociera delimitate da nervature a sezione polilobata. Uno o piu' bottini portavano l'acqua alla vasca principale, dalla quale si attingeva l'acqua. La seconda vasca, l'abbeveratoio per gli animali, era posta ad una quota leggermente inferiore; era collegata alla fonte da una stretta apertura rettangolare ed alimentata dal 'trabocco'; l'acqua che fuoriusciva dall'abbeveratoio alimentava a sua volta il lavatoio, la terza e ultima vasca. Abbeveratoio e lavatoio erano dotati anch'essi di una platea antistante mentre un muro in laterizi delimitava a monte le vasche. La fonte era delimitata superiormente da un terrazzamento posto a copertura delle volte, completato nel corso del XIII secolo, circondato da un muro probabilmente dotato di merli per impedire l'accesso al piano superiore della fonte. Il monumento si presentava con un prospetto principale dotato di tre aperture con arco a sesto acuto e ghiera in laterizi fortemente ricassata. La facciata era dotata di una cornice marcapiano in travertino - situata all'altezza dell'imposta degli archi - che distingueva il paramento di facciata dal coronamento, forse merlato, formato dal parapetto della terrazzatura. Il paramento murario, oggi solo parzialmente visibile, era formato da filari di quattro mattoni alternati a ricorsi di conci di travertino. Questa particolare tipologia muraria, non utilizzata in altre fonti, e' caratteristica nelle architetture dell'edilizia senese tra la metà del XIII ed i primi decenni del XIV secolo.
Analisi delle murature
 
 
 
 
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