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La realta' virtuale per interagire con il passato.
La via Appia Antica a Roma |
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progetto |
Il tempo e l'incuria, ma soprattutto
i furti e i danneggiamenti minacciano
la sopravvivenza del Parco Archeologico
dell'Appia antica. I sedici chilometri
della strada consolare romana racchiusi
nel perimetro del parco regionale,
sono costellati da una incredibile
ed unica serie di testimonianze
archeologiche. Il patrimonio e'
pero' a rischio. Gia dal IX secolo
la 'regina viarum' e' utilizzata
come cava di materiali riutilizzabili
o di pietre da calcara per la calce.
Nuove pesanti spoliazioni arrivano
nel '600, quando il sempre più
forte interesse per la nascente
"Archeologia" scatena
la caccia al reperto: sono gli scavi
lungo e intorno all'Appia Antica
che alimentano i musei e le collezioni
di mezza Europa.
Ma la minaccia piu' grande arriva
in tempi recenti, quando l'avanzare
dell'edilizia lambisce i
margini della strada. Solo nel
1988, dopo aspre battaglie combattute
dall'archeologo e giornalista
Antonio Cederna, la Regione Lazio
approva l'istituzione del Parco
Regionale dell'Appia Antica. Per
impedire che uno degli angoli
più
belli dell'Agro romano venga definitivamente
devastato dall'abusivismo edilizio,
dall'inquinamento e dalle discariche
abusive, nel dicembre del 2002 è
stato firmato dall'Istituto per
le Tecnologie Applicate ai Beni
Culturali del CNR e dalla Soprintendenza
Archeologica Comunale di Roma,
un contratto di ricerca per la
realizzazione di una banca dati
informatizzata riguardante i monumenti
dell'Appia. Il progetto mira a
realizzare un rilievo sistematico
a due e tre dimensioni, dei monumenti
e delle strutture archeologiche
esistenti lungo l'asse viario
e nel parco. Alla fase di rilievo
segue lo sviluppo di un sistema
di realta' virtuale interattivo. |
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Ricostruzione virtuale di Torre Valca |
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Viaggio nel Parco
dell'Appia Antica attraverso la realta'
virtuale. Nel video generato dal software
del VHLab del Cnr e' evidenziato il
sistema 'scalare', che permette di
analizzare il paesaggio in diversi
ordini di grandezza: dal punto di
osservazione del satellite, passando
per un volo a bassa quota, fino al
dettaglio del singolo monumento. Alla
fine del percorso, l'osservatore potra'
muoversi all'interno delle strutture
ricostruite nel loro aspetto originario |
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La
tecnologia |
Il
lavoro di ricerca per il progetto Appia
Antica, svolto dal Cnr, si puo' dividere
in due fasi. La prima, quella
'sul campo', e' stata dedicata all'acquisizione
dei dati, necessari per la realizzazione
del progetto. Sono stati scandagliati
non solo i monumenti presenti sul tracciato
della 'regina viarum', ma anche tutto
il paesaggio circostante, allo scopo
di restituire un quadro di insieme del
territorio. I rilievi dei monumenti
sono stati eseguiti con l'ausilio del
GPS (Global Positioning System), di
una stazione totale e della stereo-fotogrammetria.
Per i dettagli architettonici e gli
elevati delle murature si e' ricorso
al rilievo con uno scanner laser tridimensionale.
Per l'acquisizione dei dati topografici,
invece, si e' fatto ricorso a riprese
aeree dedicate con volo a bassa quota,
integrate con dati satellitari. Alla
fase di rilievo e' seguita quella di
elaborazione dei dati per la creazione
dell'interfaccia tridimensionale. Il
risultato del lavoro e' stato poi trasposto
in un sito web e web-gis, per essere
trattato con software di modellazione
3D. Il sistema dovrebbe costituire la
premessa per la creazione di un Virtual
Heritage Centre sull'Appia Antica, destinato
alla fruizione pubblica del paesaggio
archeologico del parco. In questo senso
verranno studiate apposite interfacce
immersive e semi-immersive, come dome,
teatri virtuali, sistemi di stereovisione,
interfacce atipiche o vision station,
destinate a ospitare la modellazione
tridimensionale dei principali monumenti
rilevati e l'interfaccia grafica di realta'
virtuale per la ricostruzione del paesaggio. |
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Ricostruzione
di un colombario |
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La
storia |
Nel
312 avanti Cristo il console Appio Claudio
ha dato il suo nome al tracciato di
una nuova strada cha da Porta Capena,
a Roma, dovra' arrivare a Capua. Successivamente
il tracciato stradale fu prolungato
contestualmente alle nuove conquiste
romane nel territorio dell'Italia meridionale.
La strada raggiunse dapprima Benevento
(colonia romana dal 268 a.C.), Venosa
(colonia già dal 291 a.C.),
Taranto (conquistata nel 272 a.C.) per
aver termine a Brindisi. La via Appia
segue solo in parte il percorso di una
strada assai piu' antica che arrivava
fino ad Albalonga. Ma la principale
caratteristica del percorso e' quella
di essere percorribile con ogni tempo
e con ogni mezzo, grazie alla pavimentazione
che lo ricopre. La strada romana documenta,
lungo tutto il suo tracciato, una incredibile
e unica serie di testimonianze archeologiche.
In prossimita' di Roma, i cittadini
erano soliti seppellire i propri defunti
ai margini della via. Durante tutto
il corso della storia romana sono state
dunque realizzate catacombe, colombari,
tumuli e tombe di varie foggie, utilizzate
sia per sepolture ad inumazione che
a cremazione.
La storia recente dell'Appia, soprattutto
dagli anni '50 ad oggi, e' purtroppo costellata
di abusi edilizi, di aggressioni urbane,
di modifiche al paesaggio e di scarsa tutela
dell'ambiente. Proprio queste vicende recenti
conferiscono straordinaria importanza ad
una ricostruzione virtuale del paesaggio
archeologico, che possa contribuire alla
restituzione della situazione originaria
all'intera comunita'. |
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L'Appia
Antica in realta' virtuale |
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