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Clet firma "Janine",omaggio a fiasco vino, icona italianità

Nel Rinascimento origini del contenitore, d'autore per Ruffino

01 giugno, 17:30
Clet firma 'Janine',omaggio a fiasco Ruffino, icona italianità Clet firma 'Janine',omaggio a fiasco Ruffino, icona italianità

Una donna in bottiglia. L'artista francese Clet, conosciuto per le sue installazioni sui cartelli stradali, ha creato una edizione speciale del nuovo fiasco di Ruffino ispirandosi alle linee sinuose del vetro e alla calda trama dell'impagliatura. Clet ha intravisto nella forma iconica del fiasco un ammiccante volto femminile che si svela nella sua ridente sensualità nell'attimo stesso in cui il vino viene versato nei calici.

L'artista ha chiamato questa sua nuova opera Janine: "Janine è la mia assistente. Questo fiasco le assomiglia nell'espressione un po' buffa, nelle curve morbide eleganti e, curiosamente, anche nel nome: dame-Janine, una piccola damigiana. Janine è il mio omaggio a una icona senza tempo della storia italiana: il fiasco".

Ruffino, storica casa vinicola chiantigiana fondata a Pontassieve (Firenze), fin dalle sue origini aveva contribuito a trasformare il fiasco in un simbolo di italianità noto in tutto il mondo, utilizzandolo come contenitore principe per il vino toscano più conosciuto: il Chianti. Oggi, attraverso questa collaborazione con Clet, l'idea della cantina è di innovare nel solco della migliore tradizione, senza freni nostalgici ma nel sacro rispetto di ciò che ha contribuito a rendere il fiasco un portavoce di italianità e buona convivialità. Il vino prodotto da Ruffino per questa edizione è un Chianti 2012 nella menzione "Superiore", annata 2012, prodotto in una edizione limitata e numerata di 6000 esemplari. A questa novità si affianca il debutto dell'azienda vinicola come prosecchista con un Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

Le origini del fiasco sembrano risalire nel periodo del Rinascimento. La sua caratteristica forma panciuta si ispirava alla borraccia di acqua che i viaggiatori a cavallo portavano con sé nei loro lenti e tortuosi spostamenti in epoca medievale.

Molti capolavori artistici del periodo attestano come il fiasco fosse già allora un oggetto di uso comune: Boccaccio lo cita già nel suo Decameron, così come Lorenzo il Magnifico nei suoi carteggi. Artisti come Botticelli, Tiziano e Ghirlandaio lo hanno ritratto in un affascinante dialogo d'arte con la vita quotidiana che si è dipanato nelle trame del tempo fino all'oggi attraverso le opere dei maestri Rosai, Carracci, Carrà, Picasso, Guttuso, Lichtenstein. 

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