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Federvini, servirebbe Schengen degli alcolici

Boscaini, accise diverse in Paesi Ue frenano e-commerce

27 maggio, 16:30

- Il digital divide o divario digitale del settore vitivinicolo che, secondo recenti studi, sembra cavalcare poco l'e-commerce ''è un gap indotto dalla normativa fiscale italiana e da quella dell'Unione Europea che non permette di spedire una cassa di vino e di essere competitivi sulle vendite on line''. A dirlo, a margine dell'Assemblea Generale 2015 di Federvini - Federazione Italiana Industriali Produttori Esportatori e Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti e Affini -, è il presidente della federazione Sandro Boscaini. ''E' un problema specifico nelle vendite all'estero degli alcolici'', ha precisato Boscaini, dalla grappa ai liquori e amari, tutte voci in cui l'Italia vanta il primato produttivo.

''Di fronte ad accise diverse per ogni Paese membro Ue - ha auspicato il presidente di Federvini - servirebbe una Schengen degli alcolici. Ci occorre una regia di tipo logistico per un settore che ha un mercato per sua natura globale, ma che vede frenato l'e-commerce dal sistema delle accise. Le aziende produttrici non rappresentano la retroguardia, anzi molte ricerche sottolineano che con i new media ci sappiamo fare, ma non ci sono ancora le condizioni logistiche - ha concluso - per un boom dell'e-commerce, tenuto a freno dal sistema fiscale internazionale''.(ANSA).

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