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Tra big cantine italiane poca confidenza con e-commerce

Solo 6 su 25 presenti su Instagram e Pinterest, meglio Twitter

25 maggio, 17:11
Tra big cantine italiane poca confidenza con e-commerce Tra big cantine italiane poca confidenza con e-commerce

I big del mondo del vino cominciano a sentire le ''sirene'' della digitalizzazione, visto l'interesse di imprese e consumatori, ma l'e-commerce è ancora poco presidiato ed è gestito direttamente dai siti web delle cantine in solo 2 casi su 25. E' quanto emerge dalla seconda edizione della ricerca condotta da FleishmanHillard che ha analizzato, nel mese di aprile 2015, la presenza e le attività online delle prime 25 aziende vinicole italiane per fatturato secondo l'ultima indagine Mediobanca di marzo 2015.

Instagram e Pinterest, due social network dalle grandi potenzialità per il settore enologico, vedono entrambi la presenza di sole sei aziende delle 25 prese in esame.

Rispetto al 2014, resta al top della classifica Compagnia De' Frescobaldi; al secondo posto, guadagnando posizioni rispetto allo scorso anno, si posiziona Casa Vinicola Zonin, seguita da Masi Agricola, che perde una posizione rispetto al 2014, da Gruppo Banfi, in risalita di 7 posizioni, e da P. Antinori, stabile in quinta posizione. A seguire, nella top ten, Mezzacorona; Gruppo Santa Margherita; Gruppo Campari; Cantina sociale di Soave; e La Vis. La frequenza di aggiornamento sui social network ha evidenziato ritmi un po' altalenanti, pur non mancando casi di eccellenza.

Buona la situazione per Facebook dove, tra le 17 aziende con un account, 13 hanno pubblicato un post sulla propria pagina negli ultimi 7 giorni presi in esami, alcuni con cadenza quasi giornaliera; per YouTube, solo 3 delle 17 aziende con un canale hanno pubblicato un video nell'ultimo mese, mentre 8 solo nell'arco degli scorsi 6 mesi.

Piuttosto positivo l'aggiornamento in Twitter, considerando che 8 aziende tra le 12 con un account twittano notizie con una frequenza pressoché quotidiana. La seconda edizione di questa ricerca ''conferma la volontà d'innovazione del settore vinicolo italiano, ma mette in luce un processo di digitalizzazione del business ancora in consolidamento", ha commentato Alessandra Fremondi, responsabile dell'area Food&Beverage di FleishmanHillard Italia.

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