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Dal 1950 sul podio F1 tradizionale brindisi con champagne

G.H. Mumm Cordon Rouge Formula 1, la Cuvée emblema

17 marzo, 20:32
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MELBOURNE - Qual è l’origine dell’usanza di stappare lo champagne sul podio? La nascita della consuetudine di stappare lo champagne sul podio ha una storia affascinante. Risale al 1950 la tradizione di rendere omaggio al vincitore della F1 con una bottiglia di champagne, quando il leggendario pilota argentino Juan Manuel Fangio si vide offrire come premio per la sua vittoria a Reims del GP di Francia, una cuvée di champagne.

Fu però un caso fortuito a definire la cerimonia del podio così come oggi la conosciamo. Nel 1966 al pilota Jo Siffert, vincitore della 24 Ore di Le Mans, scoppiò il tappo della sua bottiglia di champagne, probabilmente perché surriscaldata. Tale imprevisto ebbe come risultato di annaffiare di bollicine il pubblico. L’anno dopo Dan Gurney bagnò deliberatamente la folla e dal quel momento il gesto entrò nella leggenda della Formula 1.

Con l’arrivo della legge Evin nel 1991, lo champagne viene però vietato sul podio. Nel 1997 a Magny-Cors Bernie Ecclestone decide di inviare uno dei suoi assistenti a comprare lo champagne e rintroduce la consuetudine.

A ripercorre l'intreccio tra mondo dei bolidi e le bollicine francesi, G.H. Mumm Cordon Rouge Formula 1, la Cuvée emblema di ogni celebrazione, che è appena tornata ad annaffiare le vittorie dei piloti al Gran Premio di Formula 1 a Melbourne, in Australia. ''Dal 2000 - ricorda la maison fondata nel 1827 da Georges Hermann Mumm- siamo immancabile compagna, testimone vitale della grandezza di questi eroi moderni con cui ha innestato un legame unico. “Motore” di emozioni, strumento cardine di un rituale intriso di significato: l’apertura dello champagne sul podio, in cui la gioia viene ‘concretamente’ condivisa ''. Ed è dal 1875 che le bottiglie di questa maison sono rivestite con il Cordon Rouge, il nastro rosso della Legione d’Onore, il più alto riconoscimento francese creato da Napoleone

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