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Export agroalimentare diventa 'di sartoria', arriva Food Reputation Map

Strumento scientifico traccia 23 criteri scelta consumatori

12 marzo, 11:30
Marino Bonaiuto, Manuela  Kron, Mario Guidi e la 'Food Reputation Map' Marino Bonaiuto, Manuela Kron, Mario Guidi e la 'Food Reputation Map'

ROMA - Ai patiti delle diete la frutta piace perché light e digeribile, ai consumatori sovrappeso magari perché li fa sentire parte di un gruppo salutista. Le scelte di consumo agroalimentari seguono parametri culturali, economici, psicologici, fisiologici, e ambientali che a loro volta si suddividono in 23 parametri. E' la 'Food Reputation Map' illustrata dal professore Ordinario dell'Università di Roma La Sapienza Marino Bonaiuto  all'incontro 'Agric(u)ltura: innovazione e nuove idee per il futuro (giovane) del made in Italy', promosso dall'ateneo romano in collaborazione col Gruppo Nestlè.
  ''Si tratta del primo metodo scientifico - ha precisato - per delineare punti di forza di un prodotto alimentare in vista dell'approdo sui mercati esteri. E' frutto di una indagine - condotta in collaborazione don le università di Padova, Cagliari, Napoli, Lumsa, Roma Tre, Reggio Calabria -  su 661 consumatori che hanno delineato 23 criteri di scelta che determinano il carrello della spesa''.
  La 'Food Reputation Map', ha sottolineato Manuela Kron, Direttore Corporate Affairs Gruppo Nestlé in Italia, ''è uno strumento scientifico per sapere quali sono le leve di vendita. Uno strumento di supporto non solo per gli agricoltori, ma anche per promuovere l'occupazione giovanile. Siamo orgogliosi di aver finanziato questa innovazione di marketing che aiuterà l'export Made in Italy'' ha concluso Kron, ricordando che il Gruppo Nestlè acquista ogni anno materie prime italiane per 100 milioni di euro ogni anno.

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