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Fao, dimezzamento fame entro 2015 a portata di mano

Positivo trend ultimi 10 anni (-100 mln), intensificare sforzi

17 settembre, 17:10
++ Fao: dimezzamento fame entro 2015 a portata di mano ++ ++ Fao: dimezzamento fame entro 2015 a portata di mano ++

(di Alessandra Moneti)

Il dimezzamento dei casi di fame cronica nel mondo è "a portata di mano", si può fare entro l'anno prossimo, se "sforzi adeguati ed immediati verranno intensificati". A dirlo è il Rapporto Sofi 2014, presentato oggi dalle tre agenzie Onu di Roma, la Fao, con Ifad (Fondo internazionale per lo Sviluppo agricolo) e il Programma Alimentare Mondiale (Pam).

L'Obiettivo di Sviluppo del Millennio dell'Onu prevede la riduzione del 50% della fame nel mondo entro il 2015. In questa ottica, spiega il Rapporto Sofi, ''sono 63 i Paesi in via di sviluppo che già hanno raggiunto l'obiettivo e altri sei sono sulla buona strada''. Il contenimento dei casi di sottonutrizione viene monitorato dalle agenzie internazionali dal 1990 ma il pressing sul tema ''fame zero'' registra risultati concreti ''negli ultimi dieci anni quando a livello globale il numero di chi soffre la fame cronica è sceso di 100 milioni di persone''. ''Questa è la prova provata che siamo in grado di vincere la guerra contro la fame - ha detto il direttore generale della Fao José Graziano da Silva - e ciò dovrebbe ispirare i Paesi ad andare avanti. Ma se il dato dei sottonutriti è in discesa, tuttavia sono ancora 805 milioni le persone prive del fabbisogno alimentare, circa uno su nove - ha osservato - anche se le produzioni agroalimentari su scala planetaria sono abbondanti. Il tema allora è quello dell'accesso al cibo, soprattutto nelle aree rurali dove non si produce abbastanza per l'autosostentamento''.

''Non possiamo dormire sugli allori'' ha ammonito il direttore esecutivo del Pam, Ertharin Cousin, nel sottolineare come ''alcuni Paesi" come Sud Sudan, Siria, Repubblica Centrafricana, Iraq "hanno visto in controtendenza acuire il livello della fame a causa dei conflitti. Si sono 'fragilizzati' per conflitti e emergenze sanitarie. E con Ebola in Liberia, Sierra Leone e Guinea la crisi sanitaria si sta evolvendo in crisi alimentare''. Secondo Cousin ''crisi sanitaria e alimentare vanno risolte insieme''.

''I Paesi in via di sviluppo - ha sottolineato il vice presidente di Ifad, John McIntire - non hanno bisogno di elemosine ma di politiche di accesso al cibo. Va creato un ambiente produttivo favorevole, per questo serve un impegno politico, olistico e con approccio partecipativo''.

Per il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ''la sicurezza alimentare è una sfida decisiva, ma dall'Unione Europea serve più coraggio''. Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato per un totale di 1,3 miliardi di tonnellate. Una cifra "sufficiente - afferma la Coldiretti - a sfamare la popolazione denutrita''. La Cia, infine, chiede di stabilizzare i prezzi del cibo e di ridurre gli sprechi.

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