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Vinitaly a 'sangue blu',da Nord a Sud nobili fanno impresa

Da Boncompagni Ludovisi a conte Marzotto e duca Guarini

26 marzo, 20:21
Vinitaly a 'sangue blu',da Nord a Sud nobili fanno impresa Vinitaly a 'sangue blu',da Nord a Sud nobili fanno impresa

(dall'inviato Alessandra Moneti)

VERONA - ''La voglia di fare, quella non manca, bisogna in qualche modo essere contemporanei, ma nel rispetto della filosofia di ciò che è stato fatto nel passato''. Si presenta così, a Vinitaly, il principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, 42 anni, produttore di Fiorano, ''uno dei vini più buoni d'Italia'' secondo Luigi Veronelli, e per questo degustato recentemente alla Triennale di Milano, in occasione della mostra promossa dal Comitato Decennale Luigi Veronelli. In etichetta di questo vino prodotto nella campagna romana e nello stand campeggia lo stemma di famiglia che rappresenta i due papi della famiglia: il drago è della famiglia Boncompagni, alla quale apparteneva papa Gregorio XIII (noto tra l'altro per il calendario Gregoriano), mentre i Ludovisi sono rappresentati da tre barre e anche loro diedero i natali a un papa, Gregorio XIV. Poi le due famiglie si unirono e da questo matrimonio nacque il principato. Una storia che affascina gli eno-appassionati che al Vinitaly cercano il Fiorano, ''lo conoscono - racconta il principe viticoltore - molti americani e piace la nostra storia ai cinesi. Mentre sono molti i ristoranti italiani che lo considerano un must. Fa piacere sentire tanti pareri positivi, e tutti percepiscono che mi piace quello che faccio''. Con uno stemma che unisce due papi, potrebbe essere il vino del Giubileo questo rosso, presentato nelle annate 2009 e in anteprima nella 2010. Ma il principe Alessandrojacopo si schernisce, e punta sul suo lavoro nella tenuta a conduzione biologica fin dagli anni '40 di 200 ettari, dei quali sei a vigneti, che si protrae anche il sabato e la domenica. ''Dal 1999 - dice - sono sempre in vigna, e mia moglie, Maria Carolina, mi ha visto sul trattore. Dopo la laurea in Economia, mi sono avvicinato all'agricoltura e sono felice perché mi piace molto la natura. Ora che è subentrato l'aspetto commerciale viaggio molto tra Tokyo e San Francisco, e con mia moglie ci sembra che il vino stia spingendo noi verso mondi nuovi e interessanti''.

A Vinitaly sono oltre 40 i soci dell'Associazione Dimore storiche Italiani, custodi di un patrimonio storico/artistico con 19mila ettari di paesaggio spesso dedicati a produzione viticola d'eccellenza, ricorda il presidente Adsi Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini. Ma basta inoltrarsi tra gli stand per incontrare i Marchesi Antinori, il duca Tasca D'Almerita, la contessa Gabriella Spalletti Triveli col suo Chianti Rufina, il conte Zileri con castello a Bolgheri, nonché la famiglia Ricasoli Firidolfi, a Gaiole in Chianti decana fra i produttori di vino italiani, al fianco del Conte Ferdinando Guicciardini, viticoltori dal 1199. A Scorrano (Lecce) l'azienda agraria Duca Carlo Guarini ha più di 900 anni di storia, vignaioli di 25 generazioni. Oggi Giovanni, Fabrizio, Anna e Ianuaria Guarini hanno trasformato in biologico tutta la produzione aziendale e puntano sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni salentino e il loro Taersia, negroamaro vinificato in bianco, ha vinto il premio "Radici del Sud" 2014.E' in Sicilia il Baglio di Pianetto dl conte Paolo Marzotto, uno ''chateau siciliano'' ha detto il conte che scoprì il Marsala a 7 anni e lo conservò fino alla maggiore età per berlo. Da lì, per la famiglia di Vicenza più volte vincitrice della Millemiglia, tanti i viaggi con una Ferrari donata dall'ingegnere Enzo Ferrari per le colline del vino. Una passione che perdura, in una azienda con 88 ettari nel palermitano e 70 ettari a Noto.

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