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Morto pioniere pasta Attilio Mastromauro

All'età di 102 anni, fondò a Corato pastificio 'Granoro'

16 giugno, 13:03
Morto pioniere pasta Attilio Mastromauro Morto pioniere pasta Attilio Mastromauro

E' morto all'età di 102 anni Attilio Mastromauro, fondatore del pastificio 'Granoro' che ha sede a Corato (Bari) e nel quale sono impiegate, tra fabbrica e indotto, 250 persone. Attilio Mastromauro fino a qualche giorno fa era nella sua azienda, come faceva ogni giorno. L'anno scorso, a 101 anni, Attilio Mastromauro, uno dei pionieri della pasta in Italia, aveva ricevuto nell'Ateneo di Bari il Sigillo d'oro, per aver contribuito ad accrescere l'immagine della Puglia in Italia e nel mondo.

Attilio Mastromauro, emigrato ancora bambino nella New York degli anni Venti, al ritorno a Corato, dove era nato, entrò nell'azienda paterna; è un'epoca in cui i pastifici sono ancora attività artigianali, non esiste automazione, la pasta viene essiccata sventolando a mano grandi ventagli. Sotto la guida di Attilio la fabbrica cresce fino a diventare una nuova impresa, Granoro, realizzata e condotta con l'aiuto delle figlie e di una "famiglia allargata" di fidatissimi collaboratori. Ad inaugurare il suo Pastificio (il 21 gennaio del 1967) fu l'onorevole Aldo Moro. Da pochi capannoni costruiti nella campagna coratina, i prodotti Granoro si fanno spazio nei piccoli negozi di paese, nei grandi ipermercati e infine sul mercato internazionale. Oggi, sotto la direzione delle figlie di Attilio, Marina e Daniela Mastromauro, Granoro è una realtà consolidata che ha portato la pasta pugliese sulle tavole del Canada, del Sud America, dell'Australia, fino alla Cina e al Giappone e che vanta, tra dipendenti e indotto, circa 250 lavoratori. Fino a qualche giorno fa la vita di Attilio Mastromauro si svolgeva ogni giorno in fabbrica, dalle 11 alle 14 e dalle 18 alle 21, "e le ultime decisioni - ripeteva - devono essere sempre prese da me". "La mia passione - aveva detto l'anno scorso quando ottenne il Sigillo d'oro - è tenermi sempre aggiornato su tutto, sui fatti di attualità, sapere le cose del mondo, con l'obiettivo di farmi un giudizio e confrontare i miei giudizi con quelli degli altri". "L'eredità che lascio ai giovani - aveva aggiunto - è quella di pensare e riflettere, come ho fatto io, per ottenere risultati e migliorie produttive. Purtroppo, mancano i pensatori. Ai giovani dico di pensare e di avere passione in quello che si fa".
   

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