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Giovani sempre più in fuga dalle campagne

Nomisma, Italia in coda come under 40 e ricambio generazionale

11 novembre, 17:22
Giovani sempre più in fuga dalle campagne Giovani sempre più in fuga dalle campagne

 - BOLOGNA - I giovani sono sempre più in fuga dalle campagne: non solo la crisi degli ultimi anni non ha invertito il trend, ma sono sempre meno, in Italia, gli under 40 che decidono di dedicarsi al settore agroalimentare. Lo rivela un'indagine di Nomisma, che saranno presentate giovedì alla fiera Eima di Bologna, in un convegno organizzato da L'Informatore Agrario e FederUnacoma. Il trend occupazionale tra il 2008 e il 2013 è negativo: se coloro che hanno un impiego nell'agricoltura sono diminuiti del 6%, quelli con meno di 24 anni registrano un calo più che doppio, pari al -15%. E se in Italia gli imprenditori agricoli con oltre 65 anni costituiscono il 37% del totale, contro il 5% di chi invece ha meno di 35 anni, in Francia gli over 65 sono pari al 12%, mentre in Germania sono solo il 5,3%. Questa struttura demografica si riflette ovviamente sull'indice di ricambio generazionale (rapporto tra imprenditori con meno di 35 anni e imprenditori con oltre 65 anni) che vede l'Italia in una posizione di debolezza relativa rispetto ai principali Paesi europei. Se in Italia l'indice di ricambio generazionale è pari al 14% (nel 1990 era il 17,5%), vale a dire 14 giovani ogni 100 anziani, tale rapporto in Spagna è del 18%, del 73% in Francia e addirittura del 134% in Germania.

Tra gli handicap per lo sviluppo dell'attività sono stati additati, nella ricerca di Nomisma, la burocrazia e la difficoltà a reperire risorse finanziarie per investimenti. Meno del 10% dei giovani agricoltori è soddisfatto della propria dotazione di macchine e attrezzature. Influisce negativamente la percezione da parte del 67% degli intervistati di essere considerati dall'opinione pubblica - in qualità di agricoltori - di "rango sociale" inferiore. Questa sensazione negativa porta il 47% dei giovani agricoltori ad auspicare che i propri figli continuino l'attività agricola a patto di un miglioramento delle condizioni economiche del settore, mentre un 10% si augura che possano trovare occupazione in un altro comparto. 

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