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Firenze. Passeggiate tra cibo e laica civiltà

“dieci motivi per diventare fiorentini” di Fabio Picchi

07 maggio, 14:22
'Firenze. Passeggiate tra cibo e laica civiltà' di Fabio Picchi 'Firenze. Passeggiate tra cibo e laica civiltà' di Fabio Picchi

(Firenze. Passeggiate tra cibo e laica civiltà di Fabio Picchi - Giunti Editore - 256 pagine, 25 euro)

“Nascere e vivere in una città dai mille padri è la fortuna della mia vita, come può essere di chiunque arrivi, per un giorno o mille, in questo meraviglioso, poetico, romantico luogo.”Esplode in libreria il contagioso amore di Fabio Picchi per Firenze. Coniugando come solo lui sa fare storia, arte, letteratura, teatro, cucina, cultura popolare, lo chef filosofo ci porta in giro per la città condividendo ricordi ed emozioni, smontando luoghi comuni, spiegando la visione del mondo dei suoi concittadini, illustrando le dieci ragioni che rendono la città irresistibile per chi già vi abita e i “dieci motivi per diventare fiorentini”.

Botteghe, personaggi, monumenti, piazze, musei, viuzze, caffè emergono vividi dalle sue parole e da fotografie che le interpretano perfettamente; fra una passeggiata e l’altra Picchi inserisce il racconto – con lo stile che gli è proprio - di cinque ricette per ogni stagione dell’anno e di 24 piatti della tradizione. Lo accompagnano nelle sue scorribande cultural-culinarie due amici straneri, entrambi felicemente trapiantati a Firenze: il fotografo canadese James O’Mara e la storica dell’arte di origine inglese Stella Rudolph. A commento del testo illustrazioni di suo figlio Giulio Picchi, una delle quali – la mappa stilizzata della città– vive di vita propria all’interno della fascetta. Ne risulta un libro che è tante esperienze insieme: un po’ guida turistica e sentimentale, un po’ memoir, un po’ racconto, un po’ ricettario, che Picchi dedica "A tutti i Fiorentini, alla loro anima e al loro cuore".

La primavera si apre così tra Baccelli pere e pecorino e Carciofi al tegame, mentre d'estate il passato di funghi è con la nipitella; l'inverno si conclude con le mele al forno. ''Difficile venir via'', dalla città come dalle pagine di questo libro dove l'aiuto chef del Cibreo sembra un ballerino degli Stomp, e la cucina è ricca di uova, bistecche e pentolame vissuto, molto vissuto. Tra tante arti anche curiose epigrafi selezionate da Stella Rudolph come quella in Via Monalda 2: "Qui  Luigi Clasio celebre favoleggiatore scrisse scherzando la verità".

L’autore Fabio Picchi, fiorentino doc, nel 1979 apre nel cuore della città il ristorante Cibrèo al quale si aggiungono nel tempo il Caffè Cibrèo e il Cibreino. Nel 2003, dopo quattro anni di restauri in una grande porzione conventuale del 1300, fonda il “Teatro del Sale”, circolo culturale nel quale - con la direzione artistica dell’attrice fiorentina Maria Cassi, sua moglie - convivono cucina e teatro. Protagonista della scena culturale di Firenze e noto al grande pubblico italiano per le sue numerose collaborazioni televisive (tra gli altri Geo con Sveva Sagramola e Eat Parade con Bruno Gambacorta), Picchi gode anche della stima di giornalisti e critici gastronomici di mezzo mondo (il New York Times ha detto di lui:“Parla come un poeta e cucina come un mago”). Intellettuale vivacissimo, all’attività culinaria, teatrale e imprenditoriale affianca la scrittura (ricettari, saggi e romanzi, con Rai Eri, Mondadori Electa e Mondadori) e la collaborazione con testate come Micromega e Il fatto Quotidiano. Il suo sito: www.edizioniteatrodelsalecibreofirenze.it.

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