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Biografia anticonvenzionale racconta l'uomo Veronelli

Ritratto firmato da Rota e Stefi, prefazione Carlo Petrini

09 maggio, 12:54
In libreria 'Luigi Veronelli. La vita è troppo breve per bere vini cattivi' In libreria 'Luigi Veronelli. La vita è troppo breve per bere vini cattivi'

- (Lugi Veronelli, la vita e' troppo corta per bere vini cattivi - di Gian Arturo Rota e Nichi Stefi . Giunti Editore -Slow Food Editore, pagine 320, euro 16,50)

'La vita e' troppo corta per bere vini cattivi'': da questa fase del grande Luigi Veronelli, prende spunto il volume di Gian Arturo Rota e Nichi Stefi che vuol essere una biografia anticonvenzionale del grande 'Gino', il maestro dell'enogastronomia a quasi nove anni dalla sua scomparsa. Edito da Giunti e Slow Food, con la prefazione di Carlo Petrini, il volume e' stato presentato a Roma e  a Firenze alla presenza degli autori e di ospiti d'eccezione come Annie Feolde e Giorgio Pinchiorri dell'Enoteca Pinchiorri.

Il libro non vuole essere una biografia, spiegano Rota e Stefi, ''piuttosto un'indagine su chi sia stato l'uomo Veronelli''. Aneddoti e citazioni, ma anche appunti, disegni e parole, si intrecciano a riflessioni e cronache seguendo il filo conduttore di una vita spesa ad assumere le istanze dell'universo contadino. Veronelli, svelano gli autori, ''e' riassumibile nella sua definizione di 'io sono un anarchico', nel senso di colui che sa assumersi la propria responsabilita'''. Sia chiaro, sottolineano che ''questo non e' un libro sul vino, anche se si parla di vino, ristorazione o enogastronomia. Veronelli era sostanzialmente un filosofo, un editore, un pensatore, un condottiero che ha speso la sua guerra a favore dei contadini''.

Per spiegare Veronelli e' anche ''d'obbligo ricordare che negli anni '50 pubblico' un libro di De Sade, che e' stato condannato dalla censura e bruciato in piazza varese. E' stato l'ultimo libro bruciato nella storia italiana''. Il libro, scritto ricorrendo all'immenso archivio di Veronelli ''e' suddiviso in 21 lettere, tante quante quelle dell'alfabeto, e ad ognuna di essa corrisponde un tema. Del resto anche Gino prediligeva usare l'ordine alfabetico, perche' diceva che e' chiaro, semplice ed esclude le gerarchie. Il nostro - hanno concluso - e' un libro a frammenti perche' Gino, per la sua complessita' e' da prendere a frammenti''.

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