Mimmy dei brividi di Gabriella Belisario
Fritto misto col morto
26 dicembre, 20:37''Mimmy dei brividi - Fritto misto col morto'' di Gabriella Belisario, Davide Ghaleb Editore (pagine 224, 10 euro).
Degustare un libro si puo? E’ la scommessa di Gabriella Belisario autrice di Mimmy dei Brividi. Stavolta non è il gusto pastoso delle madeleines che incanta Proust a imprimere un timbro sensoriale alle pagine di Mimmy, ma il piu' rustico aroma dell’olio di oliva che frigge, o il profumo fresco e passante del bicchierino di Mistrà dopo cena, come metafora di casalingo piacere.
Niente buon tempo antico, quanto piuttosto robusti sapori romani svelati, incruditi dalla tempra della protagonista, accompagnati da quella reazione fisiologica del brivido, per la soggezione che la nonna emanava. Brivido di paura, di piacere, di febbre in queste pagine che sanno esprimersi coi sapori, odori e gusti. E che vogliono, raccontando, pacificare quel dramma, comunque, chiamato vita, attraverso una voce fuori dal coro, quella di Mimmy.
L'agile volume ha infatti come protagonista una donna unica nel suo genere : Mimmy Barberini Baciucchi che nasce alla fine dell’800, bella e algida figlia del Regio Capocancelliere del Tribunale di Roma. Si tratta di una nonna, Mimmy, dai gusti noir, la cui specialità in cucina era il fritto misto all’italiana e che, quando lo metteva in scena, lo preparava con la stessa gestualità solenne di un maestro di musica. Un viaggio indietro nel tempo tentando di ridefinire il volto di questa nonna, che domina e decide della sorte della discendenza.
Ed e' una Roma in grande trasformazione che fa da sfondo alla vicenda. Quartieri come Borgo e Prati, storie e fantasmi, Chiese dei miracoli e delitti, osti e papi, scandali e processi celebri. E su tutto troneggiano le visite al Camposanto del Verano.
Una partita complessa, colma di mistero, che ha l’aroma del punto di fumo dell’olio d’oliva, della carta paglia dove si sfarina il pangrattato rosè, il sapore croccante, friabile, asciutto, come sottofondo la melodia di un requiem, basta osservare come le mani terribili della nonna contattano le singole componenti del “misto” dalle padelle ai piatti di portata deponendole con una gestualità fatale, una ad una in tondo, come le ore di un orologio. O il profumo corposo del brodo che evapora umori carnei, o le bruciate sembianze della testina d’abbacchio.

















