Giallo panettone
Storie gialle e piacere del cibo. Un legame speciale a cui si aggiunge un altro ingrediente propizio alla suspence: il Natale
24 dicembre, 13:04(di Mauretta Capuano).
AA.VV. GIALLO PANETTONE (MONDADORI, PP 252, EURO 18).
Storie gialle e piacere del cibo. Un legame speciale a cui si aggiunge un altro ingrediente propizio alla suspence: il Natale. Parte da qui il libro 'Giallo panettone', nove storie di dieci fra i migliori autori italiani del genere - fra i quali Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini, Marcello Fois e Angela Capobianchi, con introduzione di Luca Crovi - che ruotano attorno a un alimento, a una ricetta segreta, alla gioia di preparala per poi rivelare gli aspetti sinistri che spesso accompagnano il piacere dei sensi.
Da una cipolla di Tropea alle piantagioni di caffe' del Sudamerica, ogni momento riserva una sorpresa inquietante. E in tutti i racconti, molto diversi fra loro, la tensione raggiunge il massimo in un momento speciale dell'anno: il Natale che ''ci azzannera' presto alla gola'' come dice Crovi nell'introduzione, citando P.G. Wodehouse. In 'Come sparti fiori' Macchiavelli e Guccini raccontano come si macella il maiale svelando antichi segreti mentre Fois in 'Troppo buono' parla della pasta sfoglia fatta a mano per cui ''bisogna pianificare, agire con pazienza, considerare i tempi morti''.
Ma soprattutto Fois ricorda ''Quel Natale. Che era un Natale pessimo, di quelli con la neve e tutto, quasi il luogo comune stesso del Natale, col generale Inverno che invade ogni cosa. I Natali che piacevano a mia zia per intenderci, quando occorreva mettere i guanti e il cappello coi paraorecchi.
Quel Natale e' stato così, non concorda? Ci sono dei Natali che non si sopportano tanto assomigliano alla retorica della festa''. Mentre Gianfranco Nerozzi ne 'L'odore nero del caffe'' e Alfredo Colitto in 'Atto di dolore' si concentrano su una tazza, appunto, di caffe'. L'opposto de 'Il banchetto degli scacchi' di Marcello Simoni imbandito alla vigilia di Natale del 1496.
In 'A pranzo con la zia' Angela Capobianchi propone una zuppa fatale mentre tutto accade 'Per una cipolla di Tropea' nel racconto di Alessandro Defilippi. Fumanti lasagne da Sandro Toni in 'Sette ruole di lasagne' e la ricetta del latte fritto reinventata da Valeria Corciolani in 'Il Gatto, l'Astice e il Cammello'. ''A Natale - sottolinea Crovi - puo' capitare di mangiare di tutto durante le tavolate che i nostri scrittori hanno apparecchiato per voi. Tavole spesso familiari, dove l'Inferno e' dietro l'angolo pronto a ghermire innocenti e colpevoli''. Come ricorda Crovi, il giallo fin dalle sue origini ha avuto un rapporto privilegiato con il cibo dal Maigret di Georges Simenon ad Agatha Christie che sosteneva di ''sentirsi, piu' che una raffinata scrittrice, 'un'abile macchina per fare salsicce', quando era costretta a produrre forsennatamente i suoi libri''. E che dire dell'investigatore Pepe Carvalho di Manuel Vazquez Montalban e del Salvo Montalbano di Andrea Camilleri. ''Visti questi illustri precedenti, non poteva che risultare stimolante chiedere ad alcuni autori italiani di misurarsi proprio con la fenomenale abbinata fra cibo e giallo, aggiungendovi pero' un altro elemento che e' sempre stato propizio alla suspence: il Natale'' ricorda Crovi.

















