Luigi Veronelli. La vita è troppo breve per bere vini cattivi
A otto anni dalla scomparsa padre cultura italiana enogastronomica
30 ottobre, 16:23A otto anni dalla scomparsa di Luigi Veronelli, arriva un libro-indagine su chi sia stato l’uomo Veronelli.
Senz'altro uno scrittore che dentro vini e cibi ci ha visto di tutto, dall’amore all’amicizia, all’eros, alla libertà, alla bellezza. Un narratore, con la puntualita' e lo sguardo del giornalista. ''Anche un filosofo, ma non un maestro, né un professore, né un cattedratico, “solo” un notaro'' dicono gli autori, Gian Arturo Rota e Nichi Stefi, del libro 'Luigi Veronelli. La vita è troppo breve per bere vini cattivi' (Giunti Editore – Slow Food Editore, pagine 320, 16,50 euro), con prefazione del presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini.
Un libro-puzzle, a frammenti rigorosamente in ordine alfabetico (l’unica regola mai infranta da Veronelli: esiste l’alfabeto, è così semplice, così chiaro, così condiviso) e ricomponibili attraverso il suo rapporto speciale con il vino, la lettura, la scrittura, la donna, le arti e la filosofia.
Un libro-puzzle, a frammenti rigorosamente in ordine alfabetico (l’unica regola mai infranta da Veronelli: esiste l’alfabeto, è così semplice, così chiaro, così condiviso) e ricomponibili attraverso il suo rapporto speciale con il vino, la lettura, la scrittura, la donna, le arti e la filosofia.
Libri e trasmissioni televisive, interventi a convegni, improperi, poesie, anagrammi. Tutto convive in questo volume sulla persona di Veronelli che i due autori hanno organizzato in modo da far uscire un ritratto esauriente del Veronelli reale, egocentrico e generoso, puntiglioso e permissivo, istintivo e razionale. In una parola: complesso.

















