Cucinare con le erbe selvatiche
di Davide Ciccarese: dalla borragine al timo i doni della natura nei nostri piatti
21 maggio, 20:08Capperi, borsa del pastore, timo, farinaccio, erba cipollina... Sono ovunque, persino in città, doni della natura tra le crepe dei marciapiedi; popolano le campagne, punteggiano i boschi, tappezzano i prati di montagna e sfidano la calura estiva alle spalle del mare. A chiunque sarà capitato di strappare una di queste erbacce, spuntata senza chiedere il permesso in un vaso sul balcone; per non parlare di chi le combatte per difendere il suo preziosissimo orto. Eppure queste piante, che possono sembrare banali, sono quelle capaci di sorprenderci più di tutte, se solo conosciute da vicino con pazienza e curiosità.
Vere campionesse nella lotta per la sopravvivenza, per secoli sono state preziose alleate dell’umanità nei periodi di abbondanza come in quelli di carestia, e l’umanità le ha ricambiate ricoprendole di significati, miti e leggende, per poi raccoglierle e classificarle negli erbari dei botanici. Nonostante i diserbanti, l’agricoltura intensiva e la perdita della memoria, ora come allora le erbe selvatiche sono lì, a nostra disposizione, sobrie e resistenti, assolutamente gratuite e deliziosamente buone. Davide Ciccarese, agronomo e innamorato delle erbe selvatiche da quando era bambino, ci dischiude le porte di questo mondo che trabocca fascino e gusto; ci sprona a raccogliere e cucinare ma anche a osservare, seminare, sperimentare; ci fa tornare bambini e raccoglitori. E ciò che porteremo in tavola avrà un sapore davvero diverso. Ecco dunque un libro verde e gustoso, della collana 'Il lettore goloso' diretta da Allan Bay.
«Le piante presentate in questo libro - precisa l'autore che e' finalista della settima edizione del Premio Bancarella della Cucina 2012 - sono state scelte sulla base di due criteri: in primo luogo sono le più diffuse sul nostro territorio, in campagna come in città, in contesti più o meno antropizzati, e quindi risultano le più facilmente reperibili. Il secondo criterio di scelta è stato l’interesse che esse rivestono dal punto di vista naturalistico e botanico, storico e culturale, oltreché culinario. Ogni pianta viene presentata sotto tutti questi profili, per concludere con una selezione di ricette».

















