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Approda a Milano ''Il cibo dell'anima''

Docu-film di Piero Cannizzaro sulla tavola in 7 grandi religioni

16 dicembre, 14:27
Il cibo dell'anima Il cibo dell'anima

(di Alessandra Moneti)

MILANO - Il cibo come storia e cultura, memoria e gusto, concetto rituale e simbolo, incontro e integrazione. Tra questi valori si snoda ''Il cibo dell'anima'', il film-documentario di Piero Cannizzaro che sarà proiettato a Milano, mercoledì 17, nel ciclo di serate promosse dal Centro Coscienza in Corso di Porta Nuova sui temi: Il cibo e lo spreco, il cibo e il piacere, il cibo e la salute. ''Il legame tra cibo e religioni è strettissimo, tanto che ne discendono regole alimentari molto differenti, e allora oggi quali scenari - sottolineano i promotori dell'incontro - si aprono, in un mondo in cui le diverse culture sono vicinissime e a volte "costrette" a convivere. E forse il cibo può diventare strumento di dialogo e opportunità di costruzione di un linguaggio multiculturale''.

Il regista compie un viaggio lungo un anno tra la comunità Ebraica di Roma, quella Valdese della val Pellice (Piemonte), quella Islamica di Torino, dei Sick di Novellara (bassa padana tra le province di Parma e Reggio Emilia), il Convento Benedettino di Suore di Clausura in provincia di Macerata, il convento Buddista di Pomaia in provincia di Pisa, la comunità di Osho a Miasto. Un incontro di comunità e gruppi che si distinguono per scelte di fede, ma anche di laicità, per scelte di cibo strettamente collegati al credo religioso o più in generale alla spiritualità, a completamento del benessere dell'anima, nella scelta del giusto e corretto benessere fisico.

''I miei temi sono legati al concetto di identità, in senso lato'' dice Cannizzaro. ''Sono riuscito - continua il regista ad assorbire la spiritualità che è l'incontro con l'altro diverso da noi, e il cibo è il modo per mantenere viva la nostra storia, Conoscere piatti, consuetudini e regole alimentari può aiutare a capire meglio l'essenza delle diverse culture. Per i Valdesi ad esempio, ''il cibo è una cosa sacra, ma deve essere anche adatto ai trasferimenti perché questa comunità è sempre stata perseguitata e ha sempre trovato alimenti dalla terra'' mentre nei monasteri, dove è previsto il ruolo di suora-ortolana, cibo e preghiera sono lodi a tutto ciò che ci è dato e che deve essere consumato nella giusta misura'', fino ai buddisti per i quali il cibo migliore è la meditazione. ''Siamo vegetariani per motivi filosofici'' dicono nel docu-film.

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