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In Olanda si mangia meglio che in Italia, dice report Oxfam

Italia ottavo posto su 125 Paesi Indice globale su alimentazione

21 gennaio, 18:48
In Olanda si mangia meglio che in Italia, dice report Oxfam In Olanda si mangia meglio che in Italia, dice report Oxfam

- In Olanda si mangia meglio che in Italia. Secondo ''Good Enough to Eat Index'', indice globale sull'alimentazione che confronta i dati di 125 paesi presentato dall'associazione umanitaria Oxfam, il Paese dei tulipani è al primo posto, l'Italia inaspettatamente all'ottavo, mentre Etiopia, Angola e Ciad chiudono la classifica

Il rapporto prende in esame dati su quantità, qualità, sanità e accessibilità a tutti degli alimenti. Il Good Enough to Eat Index vede l'Italia all'8° posto, a pari merito con Irlanda, Portogallo e altri paesi e subito dietro ad Austria, Danimarca, Svezia e Belgio. "Un piazzamento deludente per un paese che fa del mangiar bene un tratto forte e distintivo dell'identità nazionale'' afferma Elisa Bacciotti, direttrice Campagne di Oxfam Italia.

"L'Italia potrebbe essere al primo posto, ma nel nostro paese - rileva - sempre più persone fanno fatica a mangiar sano e far quadrare il bilancio: il costo della vita in generale è alto rispetto al reddito medio degli italiani, che in proporzione spendono di più rispetto ad altri paesi e hanno meno possibilità di acquistare cibo buono a buon mercato".

La classifica prende in considerazione la qualità degli alimenti, l'accessibilità, la presenza di una dieta salutare e si domanda quanti abbiano a disposizione una quantità di cibo sufficiente. Il Good Enough to Eat Index dimostra che, ''a livello globale, nonostante ci sia cibo a sufficienza per tutti, la possibilità di avere cibo salutare a sufficienza e a prezzi abbordabili non è così diffusa nel mondo. C'è ancora molto da fare per garantire che tutti siano in grado di mangiare in modo sano", afferma Winnie Byanyima, Direttrice di Oxfam International. "Sono povertà e ineguaglianza a nutrire la fame.

L'indice dimostra che si soffre la fame dove i governi non sono in grado di attuare politiche efficaci per ridistribuire le risorse, dove il mercato fallisce e le persone non hanno il denaro e le risorse necessarie per acquistare tutti i beni e servizi di cui hanno bisogno", conclude Byanima.

Il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA), con gli studiosi specializzati del Centro Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (CRA-NUT), commenta il Good Enough to Eat Index - l’ indice globale sull’alimentazione lanciato da Oxfam nei giorni scorsi - che confronta i dati di 125 paesi, analizzando come riescono a garantire una alimentazione sufficiente, nutriente, sana e accessibile a tutti i propri abitanti. La classifica prende in considerazione la qualità degli alimenti, l’accessibilità, la presenza di una dieta salutare e si domanda quanti abbiano a disposizione una quantità di cibo sufficiente.

L’Italia risulta in ottava posizione, a pari merito con Irlanda, Portogallo e altri paesi e subito dietro ad Austria, Danimarca, Svezia e Belgio. Secondo i ricercatori del CRA-NUT, questo dato non sorprende e coincide, anzi, con il triste primato di Italia, Spagna e Grecia (cioè i Paesi del Mediterraneo, culla della celebratissima omonima dieta), che presentano i tassi di obesità più elevati di Europa. Sembra davvero rovesciato quanto descritto dal Seven Countries Study di Ancel Keys - lo studio alla base del primato della dieta mediterranea - che evidenziava minore mortalità e morbilità nelle nazioni sud europee rispetto a quelle del nord Europa. Oggi, lo stile di vita più sano e l’alimentazione più corretta sembrano essersi spostate a nord. “Attenzione però, afferma Laura Rossi - ricercatore e nutrizionista CRA NUT - questo non vuol dire che la dieta mediterranea non funziona, ma che anche in posti con una tradizione alimentare di livello e con produzioni di qualità, se non si attuano strategie di salute pubblica per indirizzare le scelte verso modelli alimentari e stili di vita tesi a proteggere la salute del consumatore, si vanifica quanto di buono la tradizione mediterranea ha costruito finora”.

Il presidente del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA), prof. Giuseppe Alonzo, commenta: “Forse la dieta mediterranea ha maggior bisogno di essere compresa e applicata che di essere celebrata. La promozione della ricerca applicata alla nutrizione che traduce i dati scientifici in strumenti di politica alimentare, come le Linee Guida per una Sana Alimentazione e le strategie preventive che coinvolgono la nutrizione, è il solo modo per favorire modelli salutari e sostenibili. Un passaggio obbligato questo - conclude il presidente - per ridurre l'impatto delle malattie che vedono una componente alimentare e determinare davvero una riduzione della spesa sanitaria.

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