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'There She Blows',corto Greenpeace su pesca sostenibile

Partecipa al 'Foodies Challenge 2015' su miglior ricetta

02 maggio, 12:54
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Poesia e denuncia, nel ricordo delle battaglie di capitan Achab e della balena Moby Dick, spesso simbolo del rapporto conflittuale tra uomo e natura, e per la "stringente necessità" di proteggere il mare, le sue creature e riconsegnare al cibo un senso di "semplicità e eco-sostenibilità". E' "There She Blows", "laggiù soffia", come gridava Achab alla vista della balena bianca, il cortometraggio di Greenpeace e Ganga Film realizzato per il concorso "Foodies Challenge 2015", che si svolge a Milano in occasione di Expo. Verrà premiato 'il miglior video che contiene la miglior ricetta' realizzata da uno chef e da un artista.



"Abbiamo deciso di utilizzare un linguaggio innovativo e provocatorio, - ha spiegato Serena Maso, responsabile Campagna Mare di Greenpeace - in cui il nostro chef, Paolo Fanciulli, è un vero pescatore della Toscana, dove sono state girate le scene del corto, che compare nel video con Enzo Maiorca, esempio dell'uomo che conosce e rispetta il mare". Maiorca interpreta il vecchio pescatore che insegna al giovane, Paolo Fanciulli, 'il giusto rapporto con il mare'. Il protagonista è Massimo Catalani "l'artista e ideatore del video".

"La ricetta nel video è un semplice cefalo sfilettato condito a crudo - ha sottolineato Serena Maso - quindi un pesce povero pescato in modo sostenibile; da qui nasce la nostra volontà di riportare nel concorso, dove ci saranno elaborazioni molto complicate, il cibo alle sue origini mettendo in luce il rapporto tra uomini e mare, tra pescatori e mare con una ricetta semplicissima".

Nel cortometraggio Greenpeace richiama infine alla petizione #InNomeDelMare, in cui chiede "all'Italia e al ministro Martina di impegnarsi in modo serio per eliminare la pesca eccessiva e sostenere invece chi pesca in modo sostenibile". "L'Italia ha preso degli impegni di fronte alla Ue - ha spiegato la Maso - e deve applicare le norme previste dalla politica comune della pesca (PCP)" e quindi "per la riduzione della pressione sugli stock ittici che proprio nel Mediterraneo sono sovrasfruttati". "Chiediamo che si intervenga subito per eliminare la pesca eccessiva, la pesca distruttiva e la pesca illegale, - ha concluso - che provoca un danno agli stessi pescatori: senza pesci non solo non c'è più pesca ma anche le comunità che dipendono dalla salute del mare sono a rischio". 

Greenpeace si batte #inomedelmare anche attraverso questo film oltre che con la mobilitazione di migliaia di persone. Già 32 mila persone, in poche settimane, hanno firmato la petizione promossa dall'associazione ambientalista http://innomedelmare.greenpeace.it

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