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Dal caviale alla bresaola di squalo, Italia star del Seafood

1700 espositori da 75 Paesi

24 aprile, 09:49
Dal caviale a bresaola squalo, Italia protagonista a Seafood Dal caviale a bresaola squalo, Italia protagonista a Seafood

(di Patrizia Lenzarini)

BRUXELLES - Dalle raffinate perle di caviale italiano con sfumature che vanno dal grigio intenso al giallo canarino, al granchio reale dell'Alaska frutto della pesca più pericolosa. Dall'astice americano del Maine e del Massachusetts alla bresaola di squalo, tonno e pesce spada della Puglia. Dai tapas spagnoli alla trota nazionale in concorrenza all'ormai inflazionato salmone fino al pesce azzurro che per sapore e nutrimenti non ha nulla da invidiare alle specie più blasonate.

Così le eccellenze del made in Italy sono state protagoniste a Bruxelles confrontandosi nella più importante vetrina mondiale di prodotti ittici - la Seefood - che quest'anno ha raggiunto un nuovo record riunendo 1.700 espositori - una cinquantina gli italiani - giunti da 75 Paesi del mondo su un spazio espositivo di oltre 36mila metri quadri.

"Sono qua perché questo é un grande evento per le nostre imprese, ha detto all'ANSA il sottosegretario alla pesca Giuseppe Castiglione visitando la fiera. Noi saremo il Paese che ospiterà Expo 2015 sul tema del cibo e l'alimentazione e in questa sede plasticamente si ha l'idea di come si alimenteranno i popoli, di cosa é la competizione mondiale, come tuteleremo la risorsa marina e come possiamo dare corpo ad una politica che guardi alla filiera. Qui - ha aggiunto - c'é il modello di impresa che deve essere competitiva". Il settore ittico ha infatti una straordinaria opportunità di successo e di mercato.

Le cifre parlano da sole: oggi l'Ue e l'Italia importano almeno il 70 per cento del pesce consumato di cui metà proviene dall'acquacoltura e l'altra metà dalla pesca selvaggia. Per questo - aggiunge Castiglione - "oggi il settore della pesca deve produrre innovazione, investire sulla ricerca, sulla produttività, aggregare l'offerta, mettere in sinergia le risorse dei fondi strutturali". In altri termini dice Paolo Bronzi, vicepresidente dell'associazione mondiale dei produttori di caviale (Wscs), l'Italia il secondo produttore al mondo dopo la Cina, il Belpaese deve imparare a fare sistema". E chissà, proprio dall'iniziativa delle ultime generazioni - come suggerisce la giovane produttrice Jenny Giaveri - potrebbe nascere il marchio "caviale italiano". Per questo c'é anche bisogno di salvaguardare gli storioni - sottolinea Bronzi - che chiede al Ministero il loro recupero faunistico, come in un lontano passato erano presenti nel Po e nel Tevere.

Dalla "Terrazza Italia" dove si gustano degli eccellenti anellini di Elice (Pescara), conditi con cozze e vongole veraci nazionali, si possono ammirare gli stand degli espositori italiani provenienti da Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania e Sicilia. A portare valore aggiunto é il comparto della trasformazione: c'é la fila per assaggiare gli antipasti di mare o o filetti di pesce nel sughetto di pomodorini, piatti italiani già cotti e pronti da gustare.

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