10 dicembre, 13:48 Mondo

L'Isis e l'orrore delle decapitazioni

Mostrate al mondo intero attraverso video

Abu Bakr al Baghdadi, il 'Califfo' nero dello Stato islamico (Isis), leader di decine di migliaia di miliziani qaedisti, che hanno messo a ferro e fuoco l'Iraq centro-settentrionale e la Siria, e' il nuovo Bin Laden che terrorizza l'America e tutto l'Occidente. Nessuno sa dove si trovi e su di lui si sa ben poco: e' nato da una famiglia sunnita nel 1971 a Samarra, citta' simbolo dello sciismo.

La sfida del nuovo paladino dello Stato islamico si afferma con decapitazioni che mostra al mondo intero attraverso video diffusi dall'Isis stesso.

E' il 19 agosto quando i tagliagole dell'Isis diffondono un video dove mostrano la decapitazione del giornalista americano James Foley. Il freelance, 40 anni, aveva realizzato molti reportage per l'Afp e per numerosi altri media. Era stato rapito nel nord-ovest della Siria il 22 novembre 2012. Nel video, le cui immagini scioccarono il mondo intero, il reporter appariva nel deserto, in ginocchio, con indosso una tuta arancione e con un terrorista, interamente vestito di nero e col volto coperto, che gli premeva un coltello alla gola. Il primo occidentale a cadere.

Il dubbio che tra le fila dell'Isis militino giovani occidentali diventa realtà quando il 17 novembre viene mostrato un video che ritrae jihadisti decapitare un gruppo di siriani: tra i miliziani sarebbero stati identificati cittadini europei.

Ma negli ultimi mesi nelle mani dell'Isis sono caduti altri occidentali: il 2 settembre l'esecuzione del cittadino americano Steven Sotloff. Il 14 settembre mostrata la decapitazione dell'ostaggio britannico David Haines, 44 anni. Il 24 settembre la stessa sorte tocca a Herve' Gourdel, guida alpina di 55 anni, sposato con due figli, originario di Nizza. Il 16 novembre l'Isis decapita il terzo ostaggio americano. E' Peter Kassig, l'operatore umanitario che aveva fatto il Ranger in Iraq e che si era convertito all'Islam durante la sua lunga prigionia, iniziata nel 2013. Il 3 ottobre tocca all'ostaggio britannico Alan Henning.

Ma l'Isis mostra la sua ferocia anche sul campo: nel nord della Siria, i miliziani attaccano la città di Kobane che diventa il simbolo della minaccia.

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