11 maggio, 21:28 Sport

Roglic: 'Da tanto aspettavo una rosa'

Nibali soddisfatto: "Risposta ok. Dumoulin male? Vuol dire poco"

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1st stage of the 102nd Giro d'Italia cycling race ©

Primoz Roglic ha il sorriso timido di chi ancora non si è reso conto di avere portato a termine un'impresa di notevole spessore tecnico-agonistico. Ma anche di avere regalato un grande risultato sportivo al proprio Paese: la Slovenia, che mai era arrivata così in alto in una corsa a tappe. Roglic ha la faccia dell'attore Mark Wahberg e una forza straordinaria nelle gambe. Sulla salita che conduce pellegrini e ciclisti a San Luca, il balcone affacciato su Bologna, vola e mette in fila tutti: avversari e specialisti. "Tre anni fa ero andato vicino alla maglia rosa, l'ho aspettata tanto e l'ho aspettata anche oggi sul traguardo, visto che ero partito fra i primi e sono stato costretto a rimanere fino alla fine per indossarla. Sono felice", le parole dell'ex saltatore con gli sci che, per ingannare il tempo, oggi si è pure dato allo stretching. "Sono contento di come sono andato, non ho pensato al distacco da infliggere a Dumoulin o ad altri avversari, ma ad andare a tutta. Mi sono concentrato sulla mia prestazione e sono felice del risultato, è stato bellissimo. Lungo il percorsi c'erano tanti sloveni e la mia fidanzata incinta", ha aggiunto Roglic. Vincenzo Nibali, qualche secondo prima dell'arrivo del vincitore, ha anche accarezzato il sogno di indossare la maglia rosa dopo tre anni, poi si è consolato con una prestazione di livello e con la possibilità di poter "riposare qualche ora in più rispetto a chi partirà in serata".

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