08 marzo, 13:26 Spettacolo

8 Marzo: Miss Italia elegge 7 ragazze simbolo dell'Italia che cambia

Da Denny Mendez a Rosaria Aprea e Ahlam El Brinis, le miss più rappresentative delle trasformazioni del concorso

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Miss Italia © Ansa

"Siamo abituati a celebrare l’8 marzo ogni giorno dell'anno con una formula apparentemente facile. Si riassume in una parola che è l’opposto della violenza: il rispetto": con queste parole Miss Italia celebra le donne. "Le ragazze lo sanno, sanno che Miss Italia è il concorso della libertà femminile a cui tutte possono ricorrere. E milioni di loro l’hanno fatto. Qui non ci sono distinzioni e le apparenti diversità costituiscono la normalità, cioè un valore: così Miss Italia festeggia le donne, quotidianamente".

Oggi, 8 marzo, Miss Italia elegge 7 di loro a ‘campioni’ delle trasformazioni che il concorso e, insieme, il nostro Paese, hanno compiuto.

Sono sette miss orgogliose dei casi di cui sono state protagoniste. Paola Bresciano. Lo sport irrompe a sorpresa a Miss Italia. “Un centravanti diventa Miss!” titolano i giornali nel settembre del 1976: a Scalea, in Calabria, vince infatti Paola, attaccante della squadra di serie B della sua città, Trapani. Ha 16 anni e gioca da quando ne aveva 13. Passerà poi al Padova in A e sarà convocata in Nazionale. Saranno proprio i quotidiani e le riviste sportive a dedicare spazio e copertine alla bellissima centravanti, fenomeno del momento e subito nota in tutta Italia ed anche all’estero. 40 anni dopo il testimone della miss calciatrice passa nelle mani di Debora Novellino, Prima Miss dell’Anno 2016 e terzino in Serie A. Mirka Viola. Ha aperto le porte del concorso alle miss sposate e mamme. Non è stato un passo semplice perché passeranno sette anni, da quel 1987, prima di questo passaggio ‘storico’ di Miss Italia. A suo modo è stata una conquista che ha reso il concorso più moderno e attuale. Miss per una notte, Mirka fu costretta a lasciare la corona e a tornare a casa dal marito e dal figlio, ma non a mani vuote perché la sua bellezza ha lasciato il segno. Oggi è attrice e regista. Denny Méndez. Da Miss Italia di colore nel 1996 a “eccellenza italiana di cui il suo Paese può andar fiero”, come scrive oggi la stampa internazionale, parlando di lei come attrice. II caso Denny, che vent’anni fa divise l’opinione pubblica, ha davvero precorso i tempi nel cammino dell’Italia verso il cambiamento. Con lei il concorso dei Mirigliani ha scritto una pagina bella e vincente. Annalisa Minetti, la ragazza non vedente che nel 1997 sfila in passerella radiocomandata. E poi, a Salsomaggiore tutti in piedi quando chiede di cantare “Caruso” di Lucio Dalla. L’anno dopo vince il Festival di Sanremo con la canzone “Senza te o con te”. Atleta paralimpica, vince la medaglia di bronzo a Londra nel 2012. Miss Italia e Annalisa: un prodigio dietro l’altro. Benedetta Mazza, antesignana e paladina della taglia 44. Sembra uno slogan, ma rivela il carattere e il diritto della bionda Miss Parma e Miss Emilia 2008 ad affermare la sua bellezza con orgoglio, lasciando ad altri le osservazioni sulla sua taglia. Infrange un tabù: sfilare a Miss Italia (e conquistare il quinto posto) con quelle forme morbide che anni dopo (2011) rappresenteranno il manifesto della bellezza che cambia. La giuria che suggerì a Benedetta di “perdere un po’ di peso” ancora si mangia le mani. Rosaria Aprea. Simbolo delle vittime di violenza e sopraffazione, ferita nel corpo e nell’anima da un uomo, che per lei era il compagno, Rosaria è Miss Coraggio di Miss Italia. Anno 2014. Il titolo sembra in contrasto con la sua innocenza e la sua dolcezza, l’eleganza che abbraccia il dolore. Ahlam El Brinis, la modella musulmana, genitori marocchini, friulana, italianissima con la voglia di ‘fare Miss Italia’. Il concorso l’accoglie con il suo seguito di minacce e insulti: l’anno è il 2015 e sembra davvero impossibile. Sul web qualcuno fa il resto. Ed ancora oggi, in questi giorni, la giovane, costretta a subire violenze verbali, dà lezione, con semplicità: “Ragazze, ribellatevi alla paura. Denunciate chi vuole togliervi la libertà”. Perché di questo si tratta.

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