13 marzo, 12:25 Curiosita

Blu cancella murales, no a street art nei musei

"Un'azione contro il ricco e potente che porta via la street art dalla strada"

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Bologna come Berlino, Blu cancella i suoi murales ©

A Berlino lo street artist Blu, segnalato nel 2011 dal Guardian fra i primi dieci al mondo, cancello' due grandi murales: era il momento, spiego', nel 2014 si stava rinnovando tutta l'area. A Bologna ha deciso di peggio: far sparire tutti i suoi dipinti, in un'azione contro chi ha deciso di metterlo in una mostra suo malgrado.

E' sparita cosi' #NelgrigiodipintodiBlu - hashtag dell'azione per la vernice grigia usata - la grande 'battaglia' delle periferie esistenziali contro Bologna-Mordor che adornava il centro sociale Xm24, coinvolto insieme al Crash nella squadra di imbianchini, all'opera anche per lo 'scrostamento' dei muri. Solidale il 'collega' Dem, che ha fatto cancellare anche i propri disegni dalla fiancata. Nella rotonda, che nacque piu' piccola accanto all'Xm24 proprio per salvare il murale di Blu, si e' radunata una piccola folla, che ha seguito i lavori, accompagnata dalla musica della Banda Roncati. C'era poi l'elefante di via Zanardi, il disegno di via del Guasto, vent'anni di interventi. "A Bologna non c'e' piu' Blu - scrive lui stesso sul proprio blog - e non ci sara' piu' finche' i magnati magneranno". Poche parole linkate a un articolo del collettivo di scrittori Wu Ming, che parla di "un'azione contro il ricco e potente che porta via la street art dalla strada": il 18 marzo apre infatti la mostra 'Street Art. Banksy & Co' che, promossa da Genus Bononiae con la Fondazione Carisbo, espone anche opere staccate da diversi muri cittadini, "con l'obiettivo dichiarato di 'salvarle' ma trasformandole in pezzi da museo".

Chi appoggia Blu parla anche di "privatizzazione", non solo della street art, ma di "un pezzo di citta'", costretta a cambiare anima. C'entra anche l'amministrazione del sindaco Pd Virginio Merola che da tempo sostiene una campagna di ripulitura del centro dai graffiti e che oggi commenta che la scelta di Blu "non e' ne' giusta ne' sbagliata", ma un linguaggio d'arte per protestare contro una mostra, che rischia pero' di lasciare Bologna "piu' povera". Per l'assessore Amelia Frascaroli, anima piu' di sinistra della Giunta, il gesto di Blu "e' una grande perdita" e pone domande: puo' "voler dire che l'arte dei ricchi rischi di cancellare quella dei poveri". Qualche 'ripulitore' del Crash ha rischiato un po': "Siamo stati denunciati mentre aiutavamo Blu". I carabinieri sono inoltre intervenuti in via Capo di Lucca (un passante ha visto un gruppetto che copriva il murale di un grosso roditore), ma i ragazzi erano gia' andati via. La mostra e' stata voluta da Fabio Roversi Monaco, ex rettore ed ex presidente della potente Fondazione bancaria, messo sotto accusa da Blu e da Wu Ming, come "l'amico del centrodestra e del centrosinistra" in "una citta' che da un lato criminalizza i graffiti, processa writer sedicenni, invoca il decoro urbano, mentre dall'altro si autocelebra come culla della street art e pretende di recuperarla per il mercato dell'arte". La critica sociale si innesta cosi' sulle polemiche culturali pro e contro la museificazione dell'arte di strada. E oggi c'e' chi, pure d'accordo con Blu, rileva che la sua azione finira' per dare piu' visibilita' alla mostra. (ANSA).

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