Tragedia Rutor, "solo una fatalità"

Ai comandi c'era una delle 7 vittime, "era in grado di pilotare"

(ANSA) - AOSTA, 17 GEN - "L'incidente non è stato causato da una distrazione ma da una drammatica fatalità, non c'è nulla che possa escludere questa possibilità". Lo si legge in una nota diffusa oggi dalla famiglia di Philippe Michel, francese di 65 anni, pilota e istruttore di volo, accusato della tragedia del ghiacciaio del Rutor, dove il 25 gennaio 2019 sono morte 7 persone nello scontro tra l'aereo da turismo - partito da Megève (Francia) - su cui si trovava e un elicottero dell'eliski con base a Courmayeur (Aosta). Michel è imputato per disastro aereo colposo aggravato e omicidio colposo plurimo aggravato; per lui la procura di Aosta ha chiesto una condanna a 7 anni e 2 mesi di reclusione.
    Sempre per la famiglia, "Michel non era intento a pilotare l'aereo al momento dell'incidente" (ai comandi, secondo l'accusa, c'era uno dei suoi allievi, Arnaud Gauffin, tra le sette vittime dell'incidente). Inoltre, sempre per i familiari, "il pilota ai comandi era perfettamente qualificato per pilotare questo aereo, anche in montagna".
   

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