'Cetto c'è' e questa volta è sovranista

Albanese, ormai la mia maschera superata dalla realtà

(ANSA) - ROMA, 19 NOV - Con 'Cetto c'è senzadubbiamente', in sala dal 21 novembre in oltre 500 copie, la maschera politico-cialtrona creata da Antonio Albanese torna per la terza volta (dopo Qualunquemente e Tutto tutto niente niente) scegliendo la forma politica più estrema: l'essere sovrano. Ma va detto, spiega oggi l'attore a Roma, che la realtà ormai supera tutto: "Siamo stati scavalcati dalla famiglia reale - dice facendo riferimento allo spot di Emanuele Filiberto di Savoia per la serie Netflix, The Crown - . Non so davvero cosa dire di questa cosa senza troppa dignità se non che supera di molto la mia stessa comicità espressionista". Ignorante, cafone, maschilista, truffaldino, senza alcun senso dello stato, Cetto La Qualunque torna così, dopo sette anni passati in Germania, decidendo di andare oltre ogni mediazione politica tradizionale proponendosi direttamente come re. E questo anche grazie a una rivelazione, quella che vuole sia figlio illegittimo di un principe locale e quindi del tutto legittimato a fregiarsi del titolo di Re delle due Calabrie. Non manca, a questo proposito nel film anche un vero e proprio referendum: monarchia/repubblica. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo con cui ha scritto i primi due film, mentre alla regia c'è Giulio Manfredonia. Riferimenti a Matteo Salvini, sovranista per eccellenza? "Non guardo certo a una sola persona - dice Albanese- . Faccio un esempio: in Svezia il primo partito è di ultra destra. È vero però che la parola sovranismo sottintende un sovrano e questo mi spaventa un po' anche per il futuro dei miei figli". Nel cast del film anche: Nicola Rignanese, Caterina Shulha e Gianfelice Imparato. (ANSA).
   

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