Inge Morath, foto e verità interiore

Prima donna a lavorare per Magnum. Treviso le dedica una mostra

(ANSA) - Roma, 23 FEB - "Ama la gente e faglielo capire", sono diventate quasi uno slogan le parole scelte dal grande Robert Capa per indicare la rotta a chi si avvicinava alla leggendaria agenzia fotografica Magnum. Inge Morath prese sul serio questo comandamento. Preparava per mesi con cura minuziosa i suoi reportage in giro per il mondo, del luogo prescelto imparava la storia, la cultura, perfino la lingua proprio per creare una sintonia ancora più profonda con le persone che incontrava sul suo cammino. Tutto questo in anni in cui ad occupare la scena della fotografia erano quasi esclusivamente uomini. Lei entrò nel 1949 a far parte del gruppo di fuoriclasse della Magnum, prima come redattrice per passare alle foto nel 1953. Treviso la omaggia ora con la prima grande retrospettiva italiana - "Inge Morath: la vita, la fotografia", curata da Brigitte Bluml Kaindl, Kurt Kaindl e Marco Minuz - dal 1 marzo al 9 giugno alla Casa dei Carraresi: 170 foto che ne raccontano viaggi, storie, incontri, i ritratti celebri.
   

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