100 anni Burri, il mondo lo ricorda

A confronto con Piero della Francesca. Rivive Grande Cretto

(ANSA) - ROMA, 18 LUG - Burri a tu per tu con i maestri del Quattrocento e poi Burri negli Stati Uniti dopo 38 anni di assenza. Burri e quel ''sudario'' del Grande Cretto di Gibellina terminato, ma anche Burri protagonista nei giorni dell'Expo 2015. Da San Sepolcro al Guggenheim Museum di New York oltre un anno di appuntamenti e mostre per celebrare i 100 anni dalla nascita di Alberto Burri (Città di Castello 1915 - Nizza 1995), genio tra i più eclettici del Novecento e maestro dell'arte informale italiana.

Pittore, architetto, scenografo, Burri sarà ricordato già dal 19 settembre, a San Sepolcro, con la mostra ''Rivisitazione: Burri incontra Piero della Francesca'', primo confronto diretto con i maestri, come lui, dell'alta Valle del Tevere, seguito a marzo a Morra dall'incontro-studio sulla pittura di Luca Signorelli (alla quale era tanto attento e interessato). Nella Milano dell'Expo risorgerà invece il Teatro Continuo, piattaforma scenica nel Parco Sempione che Burri realizzò nel '73, demolita nell'89 e ora ricostruita a partire dai disegni originali.

Rivivrà il Grande Cretto di Gibellina, realizzato sulle rovine del sisma del '68 e che ora la Regione Sicilia completerà nei 20 mila metri quadri mancanti (sui 90 previsti). Ma momento clou del centenario sarà il ritorno di Burri a New York, ospite del Guggenheim Museum nella antologica curata da Emily Braun, che con oltre cento opere (in arrivo anche da istituzioni e privati americani ed europei) sarà la più ampia ed esauriente mai realizzata negli USA da un museo di arte contemporanea.

 Dopo New York, l'esposizione sarà in Germania, per arrivare nel 2016 a Città di Castello. E ancora, un convegno internazionale, con oltre 50 artisti, a Città di Castello discuterà dello stato dell'arte contemporanea. Nel giorno esatto dell'anniversario, il 15 marzo 2015, la Fondazione Burri presenterà il nuovo Catalogo generale delle opere del maestro. Un nuovo film documentario racconterà invece Burri artista e uomo, a partire dal 1943, quando durante la prigionia ad Hereford abbandonò la professione di medico per una decisa svolta verso la pittura.
   

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