Sicurezza, tra gli Stati è corsa ai cyber-armamenti

Esperto, è come se fosse un'altra divisione delle forze armate

Tutte le nazioni, a ogni latitudine, stanno sviluppando capacità offensive nello spazio cibernetico, che consentono di colpire obiettivi concreti come una centrale elettrica o un impianto produttivo, in una corsa ai cyber-armamenti in crescita durante il 2019. La previsione emerge dal rapporto sui trend nella sicurezza informatica per l'anno prossimo, stilato dalla società FireEye.

Russia, Cina, Iran e Corea del Nord sono in prima fila, ma "il dato importante è che tutte le nazioni si stanno attrezzando per poter attaccare in modo cibernetico", spiega all'ANSA Marco Riboli, vicepresidente della società FireEye per l'Europa Meridionale. "Tutte le nazioni, nessuna esclusa, si stanno dotando di un esercito di 'cyber expert' pronti ad attaccare, in modo sia da evitare di essere in svantaggio in caso di un'offensiva di altre nazioni, sia per avere anche la possibilità di colpire se necessario", dice Riboli. "E' come se fosse un'altra divisione delle forze armate".

"E' un trend che vediamo crescere in ogni nazione, insieme agli investimenti nel settore". Lo scopo è "attrezzarsi per fare dei danni", e nel mirino ci sono i sistemi di controllo industriale usati nel settore petrolifero e manifatturiero, nelle centrali elettriche e negli edifici 'smart'. La minaccia - evidenzia l'esperto - non è ipotetica, ma si è già concretizzata: "Triton, il gruppo di attacco che abbiamo scoperto a fine 2017 e che crediamo sia finanziato da uno Stato, è riuscito a entrare e a fermare delle centrali in Medio Oriente".

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