Usa bandisce il software Kaspersky

Società russa: 'Nessun legame con i servizi segreti'

WASHINGTON - Donald Trump mette al bando i software Kaspersky per le agenzie governative a causa dei sospetti di legami tra la popolare società russa con i servizi segreti di Mosca e i timori di intrusioni nelle reti Usa. Una mossa che non denota grande fiducia, all'indomani della decisione concordata al G20 con Putin di lavorare insieme per una "unità impenetrabile di cyber security" per tentare superare l'impasse delle interferenze russe nelle elezioni Usa.

E' stata l'agenzia Usa incaricata degli acquisti del governo federale (Gsa) ad annunciare di aver rimosso Kaspersky dalla lista dei fornitori autorizzati. "Le nostre priorità sono assicurare l'integrità e la sicurezza dei sistemi e delle reti del governo Usa", ha spiegato la Gsa. Una decisione presa in seguito a un avvertimento al Congresso lo scorso maggio dei dirigenti dell'intelligence e dei responsabili della sicurezza nazionale degli Stati Uniti sull'utilizzo dei prodotti Kaspersky, in particolare dei programmi antivirus. Kaspersky, che rischia danni ingenti, anche per le ricadute d'immagine a livello internazionale, si è difesa smentendo "qualsiasi legame con qualunque governo".

"A quanto pare - dichiara l'azienda russa - Kaspersky Lab è stata trascinata in una lotta geopolitica dove ogni parte sta provando a usare la società come una pedina". "La società non ha mai aiutato e non aiuterà mai alcun governo al mondo nei suoi sforzi di spionaggio elettronico", prosegue. Poi ha attaccato la Bloomberg per una sua inchiesta sulle relazioni tra Kaspersky e l'Fsb, i servizi segreti russi: l'agenzia meriterebbe "un PhD per giornalismo da sauna", ha twittato il fondatore.

Anche il Cremlino ha reagito, definendo la mossa come una "decisione politicizzata". "Questa società è assolutamente commerciale. Fornisce servizi commerciali che non solo sono competitivi ma super competitivi", ha osservato il portavoce, Dmitri Peskov, assicurando che "Mosca continuerà a proteggere gli interessi delle nostre compagnie all'estero". 
   

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