Diritti autori più cari, 'su' tariffe tablet-smartphone

Plauso dagli artisti, critica Confindustria digitale

Preceduto da mesi e mesi di rinvii e di infuocate polemiche, è arrivato venerdì 20 giugno il decreto ministeriale che aggiorna le quote per il cosiddetto equo compenso per la copia privata, con le cifre richieste per smartphone e tablet che salgono in maniera decisa (si va dai 3 euro fino ad un massimo di 4,80 per dispositivi oltre i 32 Gb contro gli 0,90 euro che si pagavano fino ad oggi per uno smartphone), pur rimanendo sempre lontane dagli standard di altri paesi europei come Francia e Germania.

Franceschini, che ha già incassato il consenso del presidente della Siae Gino Paoli, mette le mani avanti: "Nessuna tassa sui telefonini - sottolinea -. Si garantisce il diritto degli autori e degli artisti senza gravare sui consumatori". Ma la polemica non tarda ad arrivare, con Confindustria digitale, da sempre sul fronte opposto rispetto a Siae e Confindustria Cultura, che parla di "provvedimento ingiustificato" e "non in linea con lo sforzo che il Paese deve compiere per sostenere l'innovazione digitale".

Plaudono invece gli artisti, da Ennio Morricone a Paolo Conte, da Carlo Verdone a Gabriele Salvatores e Paolo Virzì (''speriamo che sia l'inizio di una nuova attenzione della politica nei confronti del cinema e di tutto l'audiovisivo''). E salutano con favore il provvedimento anche i produttori e gli autori.

Il ministero sottolinea la distanza con le tariffe di altri paesi europei come Francia e Germania, dove per uno smartphone da 16Gb si pagano rispettivamente 8 euro (Francia) e 36 euro (Germania) e per un tablet, sempre da 16 Gb, 8,40 euro (Francia) e 15,18 euro (Germania).

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