Polizia Postale, il deep fake si presta a crimini gravissimi

Direttrice Ciardi, il 96% è nel porno, ma rischi da non sottovalutare

Il deep fake, cioè la nuova tecnica che sfrutta l'intelligenza artificiale per sovrapporre il volto di una persona a un'altra ripresa in un video, "può essere usato per tanti scopi criminali gravissimi, nel mondo politico ma anche finanziario". Lo ha detto Nunzia Ciardi, direttrice del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni, intervenendo alla conferenza "La minaccia del deep fake" organizzata oggi a Roma da Videocittà.

"Le aziende negli ultimi anni sono preda di truffe informatiche sempre più sofisticate e in alcuni casi milionarie, portate avanti usando il social engineering, ad esempio con email che sembrano inviate dall'amministratore delegato dell'impresa", ha spiegato Ciardi. "Con il deep fake, si potrebbe arrivare a simulare una videoconferenza dall'ad".

Ad oggi il 96% del deep fake si concentra nel mondo del porno, ma i rischi di questa tecnica "non vanno sottovalutati", prosegue il capo della PolPost. "Siamo abituati a chattare con persone a cui attribuiamo l'immagine che vediamo in una foto, rischiando di incappare, ad esempio, in una truffa sentimentale.

Attribuiamo credibilità alle immagini che vediamo, mala tecnologia - rileva - riesce ingannare i nostri sensi, e il deep fake è un'evoluzione che rende ancora più deflagrante questo impatto".

In un tale contesto, "va reso sufficientemente sicuro l'ecosistema digitale, e ciò spetta alle istituzioni, alle grandi aziende e alle forze come la PolPost, ma è necessario che anche il singolo cittadino sia culturalmente attrezzato e preparato".
   

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