Caso Max Schrems, per Ue valido trasferimento dati a Usa

Sono conformi alla decisione della Commissione

Per l'avvocato generale della Corte di Giustizia Ue sono valide le 'clausole contrattuali tipo' per il trasferimento di dati personali a incaricati del trattamento in Paesi terzi. Il giudizio riguarda il caso di Max Schrens, lo studente di diritto austriaco che era riuscito a far invalidare l'accordo Ue-Usa sul trasferimento di dati dei cittadini europei, costringendo Facebook a rivedere le sue norme. 

Le clausole - spiega l'avvocato generale delle Corte di giustizia Ue - sono state stabilite da una decisione della Commissione Ue (2010/87).

Stavolta la Corte è chiamata a giudicare nell'ambito di un nuovo procedimento intentato da Schrems. Lo studente ha chiesto a Facebook Ireland di individuare i fondamenti giuridici su cui riposano i trasferimenti di dati personali degli utenti di Facebook dall'Ue verso gli Usa. Facebook Ireland ha fatto riferimento ad un accordo di trasferimento e di trattamento dei dati (data transfer processing agreement) concluso con Facebook Inc., e si è richiamata alla decisione 2010/87 della Commissione Ue.

Ma Schrems sostiene che le clausole non sono conformi e che non potrebbero in ogni caso fungere da fondamento al trasferimento verso gli Stati Uniti dei dati personali perché nessun mezzo di ricorso consente alle persone interessate di far valere negli Usa i loro diritti al rispetto della vita privata. Nelle sua conclusioni, che spesso rispecchiano le sentenze della Corte, l'avvocato generale Henrik Saugmandsgaard e propone alla Corte di giustizia di rispondere che l'analisi delle questioni "non ha evidenziato elementi atti ad inficiare la validità della decisione 2010/87".

   

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