Industria Ue delle auto in mirino hacker Asia

Secondo FireEye i più attivi sono cinesi, coreani e vietnamiti

L'industria automobilistica europea sarebbe esposta a un attacco continuo da parte di hacker asiatici, con particolare attività proveniente dalla Cina, dalla Corea del Nord e dal Vietnam. A lanciare l'allarme è la società FireEye che si occupa di sicurezza informatica e che sottolinea come gli attacchi non interessino solo le auto connesse a Internet ma che si concretizzino in varie azioni criminali nei confronti dei player del settore.

Secondo quanto osservato dalla società californiana che si occupa di security, le minacce odierne per l'industria dell'auto riguarderebbero sette aree ben definite. Al primo posto ci sarebbe il cyber spionaggio per ottenere un vantaggio competitivo, per "sottrarre informazioni alle case automobilistiche" spiegano da FireEye in una nota. Poi ci sarebbero poi le azioni di cyber spionaggio per uso militare, "per ottenere informazioni sui progressi tecnologici, da poter poi utilizzare per applicazioni militari" e le minacce informatiche agli stabilimenti produttivi. In pericolo anche i veicoli connessi.

"Ad oggi, un numero sempre maggiore di veicoli utilizza sistemi di accesso keyless e telecomandi elettronici per chiudere e aprire le portiere dell'auto" e i criminali informatici sfruttano sempre più spesso le vulnerabilità di questi sistemi per accedere ai veicoli. Quindi ci sono i rischi per i veicoli autonomi: "gli attaccanti potrebbero essere portati a rubare le tecnologie per accelerare la ricerca e lo sviluppo della guida senza conducente". Infine vengono indicate le cosiddette campagne 'ransomware', ovvero attività poste in essere con lo scopo di causare una sostanziale perdita dei dati nei soggetti colpiti.
   

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