Jerry Kaplan, odio i social media, sono una distrazione

Scienziato in Italia per libro su Intelligenza Artificiale

ROMA - "Odio i social media come Facebook e Twitter, sono una tale distrazione per me. Ho fatto scelte nella mia vita diverse da quelle dei mie figli": lo ha detto Jerry Kaplan, scienziato e innovatore, nel corso di una lezione agli studenti dell'Università Luiss di Roma. Kaplan è in Italia in occasione della pubblicazione dell'edizione italiana del libro 'Intelligenza artificiale - Guida al futuro prossimo', il 12 ottobre, a cura della LUP.

Considerato tra i pionieri della Silicon Valley, Kaplan ha fatto una lezione agli studenti intitolata 'Artificial intelligence: What everybody needs to know', dedicata all'impatto dell'intelligenza artificiale sulle nostre vite attraverso un'analisi degli aspetti tecnologici, economici e sociali.

"L'intelligenza artificiale è una opportunità, può sostituire l'uomo in vari compiti ripetitivi - ha aggiunto il professore presso il Dipartimento di Computer Science alla Stanford University -. Penso ad esempio ad alcuni compiti legati alla professione del contabile o a quella dell'avvocato, come leggere migliaia di documenti". Per Kaplan sono più a rischio tutti quei lavori ripetitivi e sistematici che potranno essere sostituiti dalla macchina, per i lavori del futuro - spiega - serviranno "più flessibilità, la capacità di risolvere problemi e avere interazione umane". In merito alla tecnologia applicata alle auto, Kaplan ha osservato che "può essere di utilità pubblica, può diminuire il numero delle vittime".

La lezione di Jerry Kaplan è stata organizzata da Luiss Open Research, il magazine dell'ateneo. 
   

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