Facebook rafforza lotta a post e pubblicità ingannevoli

Potenzia sistemi per stanare chi aggira revisione contenuti

ROMA - Facebook rafforza la lotta ai contenuti ingannevoli o fuorvianti sulla sua piattaforma e dichiara guerra anche alla pratica del 'cloacking', una tecnica con cui siti web mostrano ai motori di ricerca contenuti diversi da quelli che realmente propongono agli utenti, con lo scopo di aggirare eventuali restrizioni della piattaforma.

Post di questo tipo, sottolinea Facebook, celano ad esempio spot per pasticche dietetiche, pornografia e frodi. Il social network da due miliardi di utenti dichiara di essere impegnato nella lotta alla disinformazione e di aver migliorato il suo sistema di riconoscimento di questi stratagemmi, sia sfruttando l'intelligenza artificiale sia potenziando il team umano.

"Vogliamo che quello che i nostri utenti vedono dopo aver cliccato su una pubblicità o su un post corrisponda alle loro aspettative", spiega la compagnia.

La tecnica del "cloacking", di solito messa in atto dai siti per aggirare restrizioni sui motori di ricerca, sono utilizzate anche per aggirare il processo di revisione di Facebook su contenuti che violano gli standard della comunità e quelli relativi alle inserzioni commerciali.
   

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