Russia blocca LinkedIn, 'non è censura'

Per violazione trattamento dati personali

ROMA - La Russia chiude LinkedIn, ma sostiene che non si tratta di censura.

Roskomnadzor, l'ente governativo russo preposto al controllo dei mass media e delle telecomunicazioni, ha annunciato di aver chiesto agli internet provider di bloccare il popolare social network per i contatti professionali. Il 10 novembre scorso un tribunale di Mosca ha respinto il ricorso di Linkedin contro il blocco in Russia. Roskomnadzor accusa Linkedin di violare la legge sul trattamento dei dati personali non archiviando i dati dei suoi utenti in server nel territorio russo.

Il Cremlino non ritiene che il blocco di LinkedIn possa essere classificato come "censura", a specificarlo il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, sottolineando che Roskomnadzor agisce "nello stretto limite della legge". La compagnia ha precisato che il blocco avrà effetti su milioni di persone che usano il network per fare affari, sottolineando che rinnova la sua disponibilità a discutere i metodi di stoccaggio dei dati personali con Roskomnadzor, riporta la Tass

LinkedIn è stato acquistato da Microsoft a giugno scorso per 26,2 mld di dollari, la più grande acquisizione da parte del colosso di Redmond. Il social network per i professionisti è stato fondato nel 2002 e oggi conta oltre 400 milioni di utenti in tutto il mondo.


   

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