Twitter ha 10 anni, luci e ombre del microblog

"E' fondamentale, ci sarà anche nel 2030", dice Jack Dorsey

Compleanno di riflessione per Twitter che soffia su 10 candeline. L'età di un bambino che si affaccia all'adolescenza e deve trovare la sua strada. "E' un servizio fondamentale, ci sarà nel 2020 e anche nel 2030", così Jack Dorsey, uno dei fondatori e attuale amministratore delegato della società, proprio oggi respinge le critiche sullo stallo dei conti e degli utenti. Sono 320 milioni quelli attivi ogni mese, ben lontani dai numeri di Facebook e Instagram e pure da quelli di WhatsApp e Snapchat che stanno conquistando sempre più giovani.

Senza contare che il gruppo in dieci anni di vita non è ancora riuscito a chiudere un bilancio in attivo e dalla sua quotazione in Borsa, avvenuta nel novembre 2013, ha perso il 50% del valore delle azioni. Il primo tweet fu lanciato il 21 marzo 2006 proprio da Jack Dorsey, allora giovane sviluppatore.

Il microblog nasce sulle ceneri di Odeo, un sistema per pubblicare sul web messaggi audio o video via telefono. L'inventore Noah Glass (che poi abbandona) fa salire sulla barca Evan Williams (ex Google), il web designer Jack Dorsey e l'ingegnere Blaine Cook. Ad accorgersi del social network fu il blog TechCrunch perché qualcuno a San Francisco lo usa per dare la notizia di un terremoto. Da li' Twitter vola. In un anno triplica la mole di cinguettii (da 20.000 ad oltre 60.000 al giorno). E da un utente, Chris Messina che ora lavora per Uber, arriva il suggerimento del simbolo del cancelletto per gli hashtag.

Nel 2009 Twitter documenta la rivolta in Iran e poi la Primavera araba. Gli utenti fanno la cronaca della tragedia di Haiti e della cattura di Osama Bin Laden. E la piattaforma vista la velocità con cui circolano le informazioni diventa, suo malgrado, anche veicolo di propaganda del terrorismo: di recente ha rimosso 125mila account di persone legate all'Isis.

Lontani i tempi solo dei messaggi da 140 caratteri, ora Twitter è un media completo: si possono postare link, foto, messaggi diretti, video e fare streaming con Periscope. Mentre è cresciuto il fenomeno della 'social tv' - guardare programmi e commentarli sul social in tempo reale - che ha portato alla nascita di una sorta di share parallelo calcolato da Nielsen.

Per tutte queste caratteristiche Twitter è usato dai media e dai politici. Primo fra tutti Barack Obama che ha superato i 72 milioni di follower, ma anche dal Papa che con i suoi otto account nelle varie lingue arriva a 27 milioni di seguaci. Ma la reginetta è Katy Perry: la popstar è vicina agli 85 milioni di follower. In Italia invece il più seguito è Valentino Rossi (4 milioni).

"Il compleanno ci offre l'opportunità di riflettere sulle tappe importanti della nostra piattaforma, ma soprattutto sui milioni di utenti che hanno fatto la storia di Twitter e che l'hanno reso ciò che è oggi", ha spiegato all'ANSA Salvatore Ippolito, Country Manager di Twitter Italia.

"In Italia - spiega l'esperto di social network Vincenzo Cosenza - sono 6,3 milioni gli utenti che hanno usato Twitter almeno una volta al mese". Le rilevazioni sono su base Audiweb e riferite al dicembre 2015.

Nonostante tutti questi traguardi positivi nel quartier generale della società a San Francisco le celebrazioni per il compleanno si mescolano ai dibattiti sul futuro, compreso l'abbandono del tratto distintivo dei 140 caratteri.

"Per molte persone Twitter è troppo difficile da usare, fa paura e fa sentire soli", ha osservato qualche mese fa uno dei suoi investitori, Chris Sacca. E suggerimenti sono arrivati persino da Kim Kardashian che ha chiesto di inserire l'opzione di modifica dei tweet.

Qualche settimana fa il sito Business Insider ha scritto che Jack Dorsey lavora 18 ore al giorno (è anche amministratore delegato di Square, società di pagamenti con smartphone) per affrontare la sfida di risollevare Twitter. Sfida difficile se persino un manager smaliziato come Mark Zuckeberg alla domanda rivoltagli di recente a Berlino "Cosa farebbe se fosse Ceo di Twitter?" ha risposto farfugliando "Non ne ho idea".

   

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