India respinge 'internet gratis' di Facebook

Zuckerberg, delusi ma continueremo progetti

L'India ha respinto il progetto di Facebook di 'internet gratis' (Free Basic) che garantisce l'accesso a costo zero ad alcuni servizi, tra cui al popolare social. Il servizio aveva generato polemiche sulla neutralità della rete.

In un comunicato, l'Authority indiana per le telecomunicazioni (Trai) ha messo al bando con effetto immediato ogni piano che prevede tariffe differenziate per alcuni contenuti digitali imponendo delle pesanti multe per i trasgressori. I provider potranno offrire servizi scontati o gratis soltanto in caso di calamita' naturali.

"Siamo delusi per la decisione, ma siamo siamo impegnati a continuare a lavorare per abbattere le barriere per connttersi al web e nel resto del mondo. Internet.Org ha molte iniziative, e continueremo a lavorare fino a quando tutti hanno accesso al web", scrive Mark Zuckerberg sul suo profilo.

La decisione in India, giunta dopo mesi di vivace dibattito, e' un grave colpo all'espansione di "Free basic", l'iniziativa voluta da Mark Zuckerberg per far si' che anche le fasce piu' povere abbiano la possibilita' di usufruire di internet (anche se 'limitato'). Il progetto di Facebook, sviluppato in India in collaborazione con il colosso delle tlc Reliance, era stato criticato perche' viola il principio di "neutralita'" della Rete, ovvero la liberta' di scegliere i contenuti su internet senza limitazioni di accesso da parte dei provider. Era gia' disponibile, in via sperimentale, in alcuni Stati indiani.

Diversi internauti, studenti e aziende indiane, che avevano lanciato una massiccia campagna per 'internet gratis', hanno accolto con soddisfazione la decisione della Trai congratulandosi con il governo del premier Narendra Modi per aver resistito alle pressioni di Facebook. A fine anno il giovane magnate aveva rivolto un appello agli indiani con un video e una lettera sui giornali in cui ribadiva che la sua offerta non ledeva i principi di ''neutralita'' della rete. "Crediamo che la connessione sia un diritto umano - aveva detto - e che la nostra generazione debba garantire l'accesso universale alla rete".
   

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