Netflix, stretta su "pirati" streaming

Stop ai sistemi per vedere i contenuti di altri Paesi

Finisce la "pacchia" per quegli utenti di Netflix che sono soliti usare dei sistemi online per accedere a film e serie tv che non sono ancora disponibili nella propria area geografica. Il servizio per la internet tv da poco sbarcato a livello globale in 190 Paesi - in Italia era disponibile da fine ottobre scorso - ha annunciato che impedirà agli utenti l'utilizzo di quei metodi - principalmente server proxy e reti private virtuali (Vpn) - che consentono di collegarsi a server che si trovano all'estero aggirando la diversa disponibilità geografica dei diritti e delle licenze dei contenuti.

"Se tutti i nostri contenuti fossero disponibili a livello globale, gli abbonati non avrebbero motivo di usare proxy o 'unblocker' per far credere ai nostri sistemi di essere in un Paese diverso da quello in cui si trovano", scrive sul blog aziendale David Fullagar, vice presidente della Content Delivery Architecture di Netflix. Ci sono "progressi in questa direzione", spiega, ma "abbiamo ancora molta strada da fare".
 

"Col tempo prevediamo di poter offrire gli stessi programmi TV e film ovunque", aggiunge, ma "per il momento, data la prassi consolidata della concessione di licenze in base all'area geografica, i contenuti che offriamo differiscono da un'area all'altra, in misura più o meno significativa. In attesa di raggiungere il nostro obiettivo, continueremo a rispettare e applicare le licenze dei contenuti in base all'area geografica".

Fullagar annuncia quindi che "nelle prossime settimane gli abbonati che usano proxy e 'unblocker' potranno accedere al servizio soltanto nel Paese in cui si trovano". Un cambiamento, precisa, che "non produrrà alcun effetto negativo per gli abbonati che non usano proxy". 
   

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