Attacchi acustici, per esperto da "non sopravvalutare"

Antonio Teti, armi soniche ingombranti e difficili da nascondere

Utilizzate per sedare le folle durante proteste pericolose, per scoraggiare attacchi di pirati in Africa; sin dal 2003 nelle forze armate statunitensi e britanniche durante la guerra in Iraq, e sperimentate nel Regno Unito per dissuadere i ragazzi a compiere atti di vandalismo nei quartieri ad alto rischio delinquenziale.

Le armi soniche ancora alla ribalta delle cronache dopo l'allarme in Cina per una serie di misteriosi "attacchi acustici" nei confronti del personale diplomatico Usa simili a quelli condotti a Cuba nel 2016. Ma, afferma l'esperto di Cyber Security, Cyber Intelligence, Antonio Teti, "questi sistemi, come lo statunitense Lrad 500X, sono utilizzati da tempo e non vanno sopravvalutati in termini di capacità distruttiva". Sul caso cinese, l'esperto sottolinea che "appare improbabile ritenere che un'arma sonica possa essere stata nascosta negli appartamenti, negli uffici o nelle stanze d'albergo dei diplomatici". Infatti, spiega Teti, "questi dispositivi sono ingombranti e devono essere alimentati da sistemi adeguati, pertanto non sono facilmente mascherabili o miniaturizzabili. Di conseguenza, possono essere facilmente rilevati". L'esperto rileva anche un altro elemento, quello della precisione: "Dalle notizie di stampa emerge che né le loro famiglie né tantomeno i loro vicini hanno udito suoni o percepito disturbi di alcun genere, aspetto alquanto anomalo se consideriamo l'elevata rumorosità prodotta da questi dispositivi".

A livello tecnico le cosiddette 'armi soniche', inglobate nella famiglia delle armi a energia diretta, spiega ancora Teti "funzionano emettendo una scarica ad altissima frequenza (intorno ai 19-20 kHz). Ad esempio, l'Lrad 500X ha un diametro di circa 90 cm e pesa almeno 20 chili. Alla massima potenza può emettere un' onda acustica ad alta energia concentrata di 150 decibel (dB), mantenendo un'emissione costante di almeno 100 dB su distanza di 500 metri". La soglia considerata critica per evitare danni all'udito è di 90 dB, quella del dolore si aggira intorno a 120 dB. 
   

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