L'antenato dello smartwatch compie 20 anni, fu un flop

Computer da polso svelato da Seiko nel 1998, si chiamava Ruputer

ROMA - Compie 20 anni l'antesignano degli smartwatch. Si chiama Ruputer e fu presentato dalla giapponese Seiko il 9 aprile 1998 come una "periferica indossabile del computer". Pensato per uomini d'affari con la passione per l'hi-tech, non ebbe il successo sperato, ma la sua intuizione ha preso forma negli attuali orologi 'smart'.

Il computer da polso di Seiko aveva l'aspetto di un grande orologio elettronico, con alcune caratteristiche di un pc. Sviluppato in due anni, integrava un piccolo schermo monocolore, un processore e un po' di memoria per portare con sé file importanti, magari insieme a una foto della famiglia. Si collegava al computer ed era compatibile con Windows '95.

Il Ruputer, lanciato inizialmente in Giappone all'equivalente di 300 dollari, aveva sei pulsanti e un mini-joystick con cui scrivere, alla maniera in cui si inserivano le iniziali nei videogiochi da bar. Proprio questo modo scomodo per scrivere, insieme allo schermo piccolo e alle batterie non ricaricabili che garantivano 30 ore d'utilizzo, sono tra le caratteristiche che hanno contribuito al flop del dispositivo.

Gli inizi, d'altra parte, non sono stati facili nemmeno per i moderni smartwatch. Arrivati sugli scaffali nel 2014, hanno impiegato alcuni anni per affermarsi tra i consumatori, più propensi ad acquistare i bracciali per il fitness. Ora però il mercato è più solido: per gli analisti di Idc, nei prossimi 5 anni le vendite mondiali cresceranno a cifra doppia.

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