Ransomware attaccano anche i robot

Esperimento ricercatori, automi non funzionano e più aggressivi

ROMA - I ransomware, quei virus che prendono in ostaggio computer e smartphone e per riavere i dati bisogna pagare un riscatto, potrebbero essere il futuro incubo dei robot facendoli smettere di funzionare e rendendoli più aggressivi. Lo hanno dimostrato i ricercatori della società IOActive, che hanno mostrato come hackerare Nao, il robot creato da Softbank.

Dopo averlo 'infettato', il robot ha iniziato ad insultare le persone chiedendo bitcoin per tornare normale. Se un piccolo robot che fa delle minacce può inizialmente sembrare divertente (c'è un video che testimonia questo esperimento), lo è meno se si pensa che in futuro questi automi si diffonderanno sempre di più anche nelle aziende e nel mondo del lavoro, con rischi relativi alla sicurezza non indifferenti.

"Per convincere un imprenditore a pagare un riscatto basterà far smettere di funzionare un robot e, poiché saranno direttamente legati alla produzione e ai servizi, causeranno un problema finanziario al proprietario che perderà soldi ogni istante che queste macchine non lavorano", spiega al sito ZDNet Cesar Cerrudo di IOActive Labs.

Dopo l'hackeraggio dei robot, i ricercatori hanno rilevato la possibilità di rubare anche dati memorizzati oppure visualizzare contenuti controversi come la pornografia, se l'automa ha uno schermo. 

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