Dito-smartwatch e occhiali sonori, pronti per la Cina

Progettati da maker italiani, selezionati per il mercato cinese

Trasformare un semplice dito in smartwacth oppure ridare la vista agli ipovedenti grazie ai suoni: sembrano idee impossibili ma sono già prodotti reali (tutti rigorosamente made in Italy) e da oggi si preparano a conquistare la Cina. Sono due dei 4 progetti vincitori selezionati a #RoadToSuccess, l'evento organizzato dalla collaborazione tra IngDan, la più grande piattaforma web cinese di prodotti del cosiddetto Internet del cose (IoT), e Maker Faire Roma, che si è svolto oggi a Roma.

"Get sembra un semplice braccialetto ma permette di parlare al telefono semplicemente poggiando un dito sull'orecchio", ha spiegato Edoardo Parini, ideatore con il fratello Emanuele di questo 'smartwatch low-cost'. A renderlo possibile sono le ossa del corpo: nel braccialetto si nasconde un piccolo altoparlante e le vibrazioni (ossia il suono) si trasmettono quasi perfettamente lungo le ossa della mano fino al timpano.

Non è solo un'idea, ma un vero prodotto che potrebbe entrare a breve in commercio e che permetterà a tutti di poter chiacchierare a telefono semplicemente poggiando un dito sul l'orecchio. Altro progetto premiato è Horus, una cuffia con altoparlante e telecamere ideata get:da Saverio Murgia, e capace di trasformare le immagini in un voce. Horus è pensato in particolare per gli ipovedenti e grazie a un software di analisi è in grado di descrivere gli ambienti e addirittura riconoscere le persone. Premiati sono stati anche il sistema di sensoristica Iomote e la piattaforma per il controllo di flotte di droni autonomi Archon.

Durante l'evento sono stati presentati in appena 180 secondi venti dei migliori progetti italiani presentati all'ultima Maker Faire Roma, che si era svolta ad ottobre all'interno degli spazi della Sapienza, che tornerà dal 14 al 16 ottobre alla Fiera di Roma. Dallo sport al cibo fino alla robotica e l'educazione, i 20 progetti sono arrivati da tutta Italia e al termine della giornata ne sono stati selezionati 4 che ora avranno la possibilità di conquistare il mercato cinese.

"Questi sono tutti esempi del 'nuovo' made in Italy, nati da piccole realtà ma già pronti per il mercato", ha spiegato Marco Mistretta, amministratore delegato di IngDan. "Il nostro obiettivo - ha aggiunto- è quello di promuovere questi prodotti e come un 'ponte' aiutarli a entrare sui mercati internazionali, in particolare in Cina nella Shenzhen valley, l'area che ospita la più grande produzione elettronica al mondo".

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