Sci: impresa di Peter Fill, l'azzurro domina una Streif della paura

Terzo italiano dopo Kristian Ghedina nel 1998 e Dominik Paris nel 2013. Cadute per Reichelt e Svindal.

Una Streif così difficile e pericolosa non si era mai vista nei 76 orgogliosi anni di storia della discesa più' famosa del mondo. È' una ragione in più perché questo 23 gennaio 2016 resti inciso negli annali di questo sport. Non solo - e davvero non è poco - perché l'azzurro Peter Fill ha vinto, terzo italiano dopo Kristian Ghedina nel 1998 e Dominik Paris nel 2013 a riuscire in questa impresa. Ma anche e soprattutto perché è' stata una gara costellata da cadute drammatiche che hanno coinvolto atleti di punta ed espertissimi come il norvegese Aksel Svindal e gli austriaci Hannes Reichelt e George Streitberger. Cadute tanto drammatiche da far interrompere definitivamente la gara dopo la prova dei primi trenta migliori velocisti ma convalidando comunque il risultato.

E pazienza se il giovane azzurro Mattia Casse, da tutti temuto dopo le sue due straordinarie prove cronometrate, non ha potuto gareggiare visto perché aveva il pettorale 45. Il tutto è successo a Kitzbuehel, nel tempio dello sci, come un pubblico numerosissimo e vip di ogni genere arrivati da tutto il mondo. Da Bernie Ecclestone a Niki Lauda e Arnold Schwarzenegger, da Gwyneth Paltrow a Jason Statham, tutti lì ad emozionarsi e a strabuzzare gli occhi davanti a cotanto spettacolo di coraggio e di paura: accontentati in pieno. Il tutto è accaduto mentre più a sud, nella placida Cortina d'Ampezzo, la solita bella e bionda americana Lindsey Vonn ha portato a casa l'ennesima vittoria ed altri record: 74/o successo in carriera, di cui 34 in discesa. E scusate se è poco.

Vonn in 1.37.01 ha messo in riga la canadese Larisa Yurkiw in 1.37.29 e la svizzera Lara Gut in 1.37.68. Miglior azzurra Johanna Schnarf con un bel 5/0 posto in 1.38.07 e poi Verena Stuffer 9/a in 1.38.76. Ma di fronte a quel che è successo sulla Streif, anche Lindsey Vonn deve farsi da parte. A Kitzbuehel la gara e' partita in ritardo per nuvole basse e neve. Poi c' e' stata una schiarita ma è arrivato vento in quota facendo abbassare la partenza e togliendo il primo spettacolare salto, quello della Mausefalle e cioe' della Trappola per topi. E già questo nome dice tutto. Ma il punto più critico di tutti e' stato l'atterraggio dopo il salto della Hausbergkante, prima di imboccare una diagonale mozzafiato e poi il vertiginoso Schuss finale. Le cadute più' drammatiche - con un fondo gelatissimo e mosso perché pieno di gobbe tre su cui gli sci sbattevano come in un frullatore - sono state qui, tenendo tutti col fiato sospeso fino alla decisione - inusuale quanto saggia, ma regolamento alla mano - di fermare tutto per evitare altri guai.

Resta così Peter Fill il grande e vero eroe di questa giornata degli uomini jet senza paura. Nelle 76 edizioni della Streif, Fill e' il terzo italiano a riuscire in questa impresa dopo Kristian Ghedina nel 1998 e Dominik Paris nel 2013. Fill ha 33 anni e viene da Castelrotto, sull'altro piano di Siusi. E' sposato ed ha un figlio piccolo, Leon, che proprio oggi compie due anni. Per Fill e' il secondo successo in carriera dopo la vittoria a Lake Louise nel 2008. In più ha collezionato cinque secondi e sette terzi posti. Nel suo palmares ci sono anche un argento ed un bronzo mondiali.  Quest'anno aveva cominciato la stagione alla grande con un secondo posto (ad un solo centesimo alle spalle del solito Svindal) ed un terzo. Alle spalle di Fill si sono piazzati in questa discesa gli svizzeri Beat Feuz in 1.52.74 e Carlo Janka in 1.53.02. Il primo altro italiano in classifica e' Dominik Paris, sceso subito dopo Reichelt e che dunque ha saggiamente tirato un po' i freni. Più indietro Christoph Innerhofer e Werner Heel che però non sono mai stati competitivi. Domani a Kitzbuhel si chiude la tre giorni di gare con lo slalom speciale: l'Italia a aspetta ora Giuliano razzoli e Stefano gross reduci dalla doppietta di Wengen. A Cortina invece le ragazze gareggiano in supergigante e tutti si attendono L' ennesimo record di Lindsey Vonn.

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