Serie A: l'Atalanta fa festa, il Verona cede nel finale

Doppio Di Carmine non basta ai veneti, Djimsiti a segno al 93'

Una partita a inseguimento ma l'allievo Juric, col suo Verona ordinatissimo e ficcante, nonostante un Di Carmine doppio, come il vantaggio nei due tempi, finisce per soccombere in dieci al cospetto dell'Atalanta del maestro Gasperini, ormai proiettata alla partita di mercoledì con lo Shakhtar da dentro o fuori in Champions e francamente distratta in difesa.

Il primo vantaggio ospite (23'), con il centravanti ad arpionare la rimessa laterale di Faraoni bucando la blanda resistenza Palomino-Djimsiti, mentre i bergamaschi si attendevano che la palla sarebbe stata gettata in campo da Rrahmani alcuni metri più indietro, è preceduto da fiammate per spezzare la monotonia di un tema tattico a specchio (3-4-1-2 contro 3-4-2-1), con l'ancata sospetta di Hateboer (4') in area su Zaccagni in combinazione col prestito nerazzurro Pessina, la diagonale in chiusura di Rahmani (8') su Castagne, pescato da Muriel, e il sinistro debole dello stesso colombiano (11') che non approfitta del pasticcio in disimpegno tra Dawidowicz e Bocchetti.

Ilicic accusa noie e deve subentrare Malinovskyi (28'). I nerazzurri ci provano, ma al 36' Hateboer incoccia col sinistro il suggerimento di Castagne spedendo in curva. Un giro di lancetta e tocca al Papu su invito dell'olandese da dentro area: la mira non c'è. A otto dalla pausa ci riprova l'argentino dal limite con una telefonata appena alzata da terra, poi l'ucraino trova il primo acuto in campionato colpendo nel sette opposto dopo aver ricevuto da Hateboer dai venti metri. Al 2' di recupero Dawidowicz stoppa provvidenzialmente Muriel, lanciato dall'autore del pari. La ripresa comincia con Pasalic chiuso in angolo dalla retroguardia su assist di Freuler, mentre la punizione di Malinovskyi all'11' è fiacca perché da più di 30 metri. Di qua Djimsiti e Palomino frenano Amrabat e Di Carmine sull'azione avviata da Dawidowicz.

Niente fortuna per la punizione di Malinovskyi all'11' da 30 metri e rotti, mentre sull'altro fronte Djimsiti e Palomino frenano Amrabat e Di Carmine sull'azione avviata da Dawidowicz, capitolando però insieme a un Toloi capace dello scivolone decisivo sulla manovra susseguente: è il 12', Zaccagni imbecca Lazovic che serve il raddoppio all'unica punta schierata dai suoi. Al 19' c'è il rigore per la Dea dopo 3 minuti di Var: Faraoni ferma Castagne con un calcione sul cross di Hateboer, Muriel insacca dal dischetto spiazzando Silvestri, in seguito attento a proteggere il palo di competenza sul paio di serpentine da mancina del Papu (24' e 25'), la prima volta di piede. Al 40' secondo giallo per Dawidowicz su Barrow e Juric si cautela inserendo Adjapong per Di Carmine. Gomez ci crede e per altre due volte chiama Silvestri a salvarla: grande parata sul secondo sinistro. Sugli sviluppi dell'ultimo corner la scodellata aerea di Palomino viene corretta da Toloi per l'inserimento con piattone nel sacco di Djimsiti.

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