Beitar ingaggia Mohammad,ultrà insorgono

'Per giocare cambi nome'.Ma il Presidente lotta contro razzismo

(ANSA) - TEL AVIV, 11 GIU - "Il problema non e' lui, ma il suo nome. Glielo faremo cambiare per impedire che il nome Mohammad sia pronunciato nello stadio Teddy". Con queste parole il gruppo ultrà 'La Familia' del Beitar Gerusalemme, noto come fazione violenta e con comportamenti xenofobi, ha reagito all'annuncio dell'acquisto dal Maccabi Natanya del centrocampista Ali Mohammad, originario del Ghana, per 2,25 milioni di euro.
    Secondo quanto riferisce il quotidiano 'Yediot Ahronot', gli ultrà del Beitar Gerusalemme hanno voluto verificare la fede religiosa del calciatore e hanno così appreso che Mohammad è "cristiano praticante" e non musulmano come temevano. Ma per dargli il benvenuto nello stadio di casa, il Teddy, pretendono ancora - secondo il giornale - che cambi nome. Il presidente del Beitar Gerusalemme Moshe Hoghegh da tempo cerca di sradicare ogni forma di razzismo nella sua tifoseria, in passato protagonista di vari atti d'intolleranza e ha ingaggiato una disputa giudiziaria denunciando quattro esponenti di 'La Familia'.
   

      RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

      Video ANSA