Berlusconi: "Se vince la Coppa Italia, Mihajlovic merita di restare"

'Questo Milan non mi piace ma forse colpa anche della società'

"Non è solo colpa di Mihajlovic. In caso di vittoria della coppa Italia, meriterebbe di restare al Milan". Dopo una serie di critiche, più o meno esplicite, Silvio Berlusconi concede un'apertura di credito al suo allenatore, da mesi in bilico e ultimamente accostato alla Lazio. Il presidente rossonero ribadisce che il gioco non va, ma il serbo non è "assolutamente" l'unico responsabile. "Su Mihajlovic mi astengo da ogni giudizio - ha dichiarato all'emittente romana Tele Radio Stereo, in una delle interviste per sostenere il candidato a sindaco della Capitale, Guido Bertolaso -. Mi sono lamentato di vedere in campo un Milan che non mi è piaciuto: non so quanto questo sia da attribuire all'allenatore, alla squadra o alla società che non ha saputo scegliere i giocatori giusti". Il messaggio non è certo un endorsement convinto, come quelli espressi a Mihajlovic dai calciatori (gli italiani in particolare): il suo futuro resta in bilico. La novità è che Berlusconi chiama in causa anche la squadra e l'ad Adriano Galliani. Dietro quella che sembra una critica al mercato estivo, si può leggere il riconoscimento della necessità di affiancare allo storico dirigente un direttore sportivo. Da giorni, fra l'altro, si parla di contatti con Walter Sabatini, in procinto di lasciare l'incarico di ds della Roma. Di sicuro, è un cambio di prospettiva rispetto alle ultime uscite di Berlusconi, che affronta un momento politico delicato e ha sempre dato peso ai sondaggi nonché alla pancia dei tifosi. Con Mihajlovic il rapporto personale non è mai decollato e in questa difficile stagione, a parte una rapida dichiarazione di fiducia a gennaio ("Dobbiamo andare avanti e mettercela tutta col Milan che abbiamo"), dal presidente sono arrivate solo considerazioni laconiche e battute poco incoraggianti per il futuro del serbo, legato al Milan da un altro anno di contratto e finito nel mirino della Lazio per il dopo Pioli. A sentire Berlusconi, tutto dipenderà dalla finale con la Juventus del 21 maggio. Di Francesco resta il principale candidato all'eventuale successione (davanti a Brocchi, Montella e Donadoni, mentre non ci sono chance per il ritorno di Ibrahimovic e all'ingaggio di Totti, suggestione legata anche ai buoni rapporti del n.10 con Sabatini e Di Francesco. "È impossibile per entrambi: per Totti perché le bandiere non si comprano, per Ibrahimovic perché riceverà delle offerte impossibili da eguagliare dalla Cina o dagli Emirati" ha chiarito l'ex Cavaliere, spiegando che il capitano giallorosso "deve finire la sua carriera alla Roma" e augurandosi che si trovi "un accordo per avere Totti dirigente della Roma". Il presidente rossonero ha parlato anche di un tema caro alla figlia Barbara. "Credo che le società di calcio debbano avere un proprio stadio, con varie attività che attirano i tifosi sette giorni su sette - ha notato Berlusconi, che in estate ha stoppato il progetto del Portello preferendo restare a San Siro -. Lo penso in particolare per Roma e Napoli, dove non riesco a godermi la partita vista la distanza che c'è fra le tribune e il campo. Servirebbe uno stadio apposta per il calcio".

   

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