Palermo: Iachini lascia, ipotesi Novellino

Protesta tifosi, cori contro Zamparini In cinquanta davanti centro allenamento con fumogeni

Beppe Iachini non dirige l'allenamento del Palermo. Il suo staff ha salutato i giocatori a Boccadifalco e i calciatori sono scesi in campo agli ordini di Fabio Viviani. Le dimissioni del tecnico marchigiano sono quindi irrevocabili. Adesso la società dovrà decidere chi mettere alla guida del Palermo.  L'ipotesi di una riconciliazione tra il presidente Maurizio Zamparini e Beppe Iachini sembra ormai impossibile, nonostante le pressioni dei giocatori (Sorrentino e Maresca su tutti, contrari tra l'altro al ritorno di Davide Ballardini). A questo punto, il nome che circola con più insistenza è quello di Walter Novellino che accetterebbe al volo. "Con il presidente Zamparini conservo un buonissimo rapporto, sin dai tempi di Venezia - ha detto Novellino ai microfoni di Mediagol - E' ovvio che essere preso in considerazione per un incarico così importante mi renda orgoglioso, ma posso assicurare che al momento non c'è nulla di concreto, in quanto attualmente il Palermo un allenatore lo ha ancora e quell'uomo si chiama Giuseppe Iachini. Indubbiamente, per me si tratterebbe di un'esperienza stimolante. La Serie A è un campionato che conosco benissimo, e sono consapevole che tutti noi allenatori dobbiamo convivere con i risultati". Sulle "intemperanze" di Zamparini, Novellino ha detto: "Il presidente è fatto così, ormai lo conosciamo da anni. Sono convinto però che la situazione con Iachini potrebbe concludersi bene. Chissà che non possa nuovamente scoppiare la pace tra tecnico e patron"

Una cinquantina di tifosi del Palermo stanno protestando di fronte all'ingresso del campo d'allenamento di Boccadifalco. Fumogeni e cori contro il presidente Maurizio Zamparini, indicato dalla tifoseria come responsabile del disastro rosanero. Gli agenti della polizia presidiano la zona. Ieri a Boccadifalco erano apparse delle scritte inquietanti ("E violenza sarà"), poi cancellate questa mattina

Rottura Zamparini-Iachini- Altra giornata di ordinaria follia a Palermo tra lo stadio Renzo Barbera e il campo d'allenamento dei rosanero a Boccadifalco. Il presidente Maurizio Zamparini, dopo le dure critiche al tecnico Beppe Iachini di ieri, ha deciso di venire in città per sistemare la situazione che però è precipitata ora dopo ora con la definitiva rottura tra il patron e l'allenatore (definito "deficiente" da Zamparini). Non si sa con che intenzioni il presidente fosse atterrato a Palermo. Sta di fatto che i colloqui con i giocatori prima e con l'allenatore poi non hanno portato a nulla di positivo e il tecnico è pronto a dimettersi, non riuscendo più a dialogare con la dirigenza. Zamparini ha già pensato a Davide Ballardini, che qualche settimana fa era stato convinto a rescindere consensualmente il contratto che lo legava al Palermo fino a giugno. I calciatori - almeno la vecchia guardia - avrebbero preferito che Iachini restasse, anche per evitare altri scossoni nocivi al Palermo che cerca di non affogare nelle acque della retrocessione. Il tecnico, offeso dai commenti poco lusinghieri di Zamparini, ha ribadito le sue idee che evidentemente cozzano con quelle del presidente. Con una società in piena confusione (il ds è ufficialmente Manuel Gerolin, "retrocesso" a capo degli osservatori, il suo ruolo viene ricoperto da Dario Baccin, responsabile del settore giovanile), l'unico a prendere le decisioni è proprio Zamparini. E sono scelte che alla gran parte dei tifosi non piacciono per niente. Un supporter rosanero ha aspettato il presidente fuori dallo stadio per dirgli, più volte, a muso duro: "Te ne devi andare. L'hai capito? Te ne devi andare". Una scritta, ancora più inquietante, è comparsa nel muretto vicino al campo d'allenamento a Boccadifalco: "E violenza sarà". E in serata Zamparini ha rincarato la dose tuonando contro Iachini: ''Non vuole dialogare con la società, è impazzito, non è più Iachini. Non so perché si è incazzato, motivi suoi. Ora se ne vuole andare, stiamo cercando di fermarlo insieme ai giocatori. E' un anno così, Schelotto è andato al Boca, lui andrà via e mancano solo le me mie dimissioni e abbiamo finito. Non gliene frega niente - ha aggiunto il presidente del Palermo - è un deficiente. Sono il proprietario, ho diritto di criticare''. Intanto si attende una contestazione senza precedenti domenica prossima contro il Napoli. In quella che potrebbe già essere l'ultima spiaggia per il tecnico che verrà.

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